l’oblio di arwen_h


Taglio!
Marzo 31, 2008, 10:54 am
Archiviato in: 1, Amore, Cinema, Cultura, Libri, Me, Pensieri, Tv | Tag: , , , ,

…sono pazza, pazza, pazzaaaa!!! Sabato, uscita dalla Virgin dopo 1 ora e mezzo di palestra, sono andata dal parrucchiere, con l’idea di spuntare i capelli… sono uscita con 1 kg di capelli in meno, con un taglio che si sono inventate le due pazze di Jean Louis David, e che mi hanno convinto a fare (io mi sono fidata… ho detto “scegliete voi”) senza che io avessi realizzato come sarebbe venuto… praticamente adesso ho un taglio mascolino, sono piu’ bionda.. sembra il taglio di Victoria Bechkam (qui in foto con un abito fucssssia, il mio colore preferito col nero). Ovviamente io non assomiglio per niente a quello che c’e’ sotto il taglio, sono il doppio di lei e non c’entro proprio niente. Mi sto ancora chiedendo .. ma che cazzo hai fatto???? Avevo i capelli lunghi, adesso dietro non ho nienteeee!! Mi e’ venuto pure freddo alla testa, al collo, e ho tirato fuori la sciarpa! Ad ogni modo, forse mi ci voleva, forse le due parrucchiere hanno visto piu’ lontano di me. E’ che sembro una persona totalmente diversa, mi guardo allo specchio e penso “ommmiodddio chi e’??”. In famiglia dicono che sto meglio, il mio ragazzo a parte lo shock iniziale “dove sono finiti i capelli?” ci si e’ abituato e ieri mi ha detto “ma sai che stai bene con sti capelli?”. Stamattina in universita’ ho visto occhi sbarrati un po’ ovunque ^^ Chissa’ quando mi vedranno le mie amiche, sono molto curiosa! Btw, dopo il colpo di testa (mai parole furono piu’ appropriate) ci ho messo un po’ per tranquillizzarmi. Sabato sera ho visto Una notte al museo, con Ben Stiller, carinuccia commediola ambientata nel Museum of National History di New York, che sembrava diversissimo dalla realta’ (a parte per poche cose). Domenica mattina sole&mare con mia sorella, pomeriggio partita del Genoa e giro da Saturn per comprare Scene It! A breve arrivera’ l’Xbox360 e non vedo l’ora di giocarci. Ieri sera ho visto sul digitale terreste la seconda parte del film Barry Lyndon, di Kubrick (purtroppo sono arrivata che era gia’ iniziato), bellissime le musiche, la scenografia. La storia.. dovrei rivederlo tutto, comunque questo Barry Lyndon mi sa che e’ un personaggio stile Moll Flanders. Ho il libro di Tackeray in inglese, The lucky of Barry Lindon, e’ li’ da mesi e non ho tempo di leggerlo. Se e’ come mi aspetto, lo dovro’ leggere come lessi Moll Flanders di Defoe, ossia a bruciapelo. Nei romanzi inglesi che ho letto, in genere, anche nei Viaggi di Gulliver per dire, il personaggio principale non e’ mai totalmente positivo, oscilla sempre tra male e bene. E’ un caotico neutrale, per dirlo alla D&D. Cio’ che mi piace e’ il loro spirito, la ricerca del nuovo, il non abbattersi mai. E come in tutti questi percorsi, fortune e sfortune si accavallano. Anche Scarlett O’Hara deriva da questa stirpe di personaggi, negativi e positivi, che si disprezza per tante cose ma che poi non si puo’ fare a meno di amare.



e sta per finire 1 altro weekend…
Marzo 16, 2008, 10:49 pm
Archiviato in: Amore, Cibo, Cinema, Me | Tag: , , , ,

Weekend tranquillo, baciato finalmente da un po’ di sole, il che mi ha permesso di levare 1 strato di vestiti (me==cipolla), sentirmi piu’ serena (si, sono metereopatica - oltre che pazza ) e urra’ far emergere un po’ di sano ottimismo pensando al barbeque di Pasquetta. Stare un po’ con il mio ragazzo, che anche se malaticcio e costretto ad un rapporto speciale col suo amico wc, e’ riuscito cmq a 1)vedere come me Il mio vicino Totoro di Miyazaki (bellissimo, ovvimente ho pianto) 2)trascinarmi a cena a casa sua, dove abbiamo mangiato l’uovo di cioccolato fondentissimo Nero Perugina (sbaav) e dove ho parlato x ore con sua mamma e suo fratello di chirurgia, parti naturali cesarei e programmati, e altre cose cruente per cui stavo per svenire (famiglia di medici) 3)fare una passeggiata a Nervi e prendere il sole sugli scogli. Last but not least.. come inaugurare i primi spiragli di primavera se non con un po’ di acquisti.. camicettine da H&M, uno spolverino nero, ma soprattutto un paio di scarpe estive alle quali non ho saputi resistere. Le ho viste e ho detto “quelle sono mie”, mia sorella si e’ stupita per il fatto che non ci ho pensato due volte (ho solo controllato il prezzo prima). Che posso farci, mi innamoro della scarpe, ne comprarei a migliaia, come Carrie..



Lost in Cloverfield
Febbraio 11, 2008, 3:42 pm
Archiviato in: Cinema, Tv | Tag: , , , , , , , ,

Ieri sera dopo una romantica cenetta al giapponese (dove per la prima volta ho provato un piatto caldo buonissimo: yakisoba e tempura nel misoshiro) sono andata a vedere Cloverfield. Per chi non ama i thriller con mostro, o i film di distruzione panico ecc. sara’ una cagata probabilmente (infatti il mio ragazzo l’ha odiato immensamente e ha odiato un po’ anche me che l’ho convinto a vederlo.. ma lui santo mi ha accontentato). Ma per una fan di Lost (e di New York) .. Dico subito che pensavo fosse diverso, e per una volta non ho guardato spoiler, recensioni o che: sapevo che era thriller e che NY veniva distrutta, ma da Abrams mi aspettavo, come in Lost, che non si “vedesse” nulla, che fosse tutto un mistero.. mi sbagliavo. Il mostro si vede. A parte questo (dettaglio non da poco) non si sa da dove esca questo mostro, ne’ come vada la cosa alla fine, visto che pare che neanche la pioggia di bombe lo scalfisca, e l’esercito americano solitamente tuttologo non ne sappia nulla. E qui c’e’ il mistero. Ma prima di analizzare le connessioni Lost-Cloverfield due parole sul film: concitato, non ha tempi morti. E’ la cronaca di un attacco visto da una telecamera e vissuto da un gruppo di ragazzi, che prima tentano di lasciare Manhattan e poi tornano a salvare una ragazza intrappolata nelle macerie di casa. Bella l’idea di riprendere tutto con la telecamera (non e’ vero che si sente motion sickness), bella l’idea di seguire i giovani e vedere il tutto dal loro punto di vista, e di seguire la telecamera fino alla fine. Ovviamente la fine vera e propria, ossia la domanda “ma avranno abbatuto il mostro?” non ha risposta. Due note: bellissima vista alternativa di New York, e finalmente un film di disastri dove l’esercito non e’ il mito americano, dove non si vedono bandiere sfavillanti, dove non si capisce sti mostri (alieni?) come si possono uccidere, cosa fanno, da dove escono. Cioe’.. io vorrei saperlo, ma alla fine se si sapesse tutto mancherebbe quell’alone di mistero. Sara’ svelato dal sequel (gia’ in produzione?). E adesso i Lost-Cloverfield trivia/connection:

- il video della telecamera, recuperato successivamente al disastro, e proiettato come “documento riservato” relativo al caso Cloverfield (primi secondi del film) mostra in evidenza il logo della Dharma… che interesse ha la Dharma a indagare su un mostro? mostro che anche ai militari e’ ignoto..
- la ragazza, Beth McIntyre, ha lo stesso cognome di uno della Hanso Foundation
- un’immagine della testa mozzata della statua della liberta’ appare di sfuggita in un fotogramma di Find815.com.
- le Apollo Candy (della Hanso Foundation.. ma guarda) sono presenti in Cloverfield e in Lost (le mangia Kate nella hatch #1)
- i suoni che emette il mostro (a meno che siano stati ridoppiati nella versione italiana) sono molto simili a quelli che emettono i mostri nella prima stagione di Lost (non si sa ancora se quegli stessi siano i mostri di “fumo” nero che si vedono nella terza stagione)
- nella prima stagione di Lost i mostri emettevano un suono, al quale seguivano tonfi assordanti tipici di un mostro che avanza con passi pesanti: la stessa dinamica suono-tonfo e’ tipica del mostro di Cloverfield
- i numeri: 6.42 , 01.18.08 (reverse: 108, numero ricorrente negli episodi)

Per gli appassionati, segnalo i Lost Mobisodes: sono 13 filmati inediti, durata intorno ai 2 minuti, che rivelano piccoli episodi legati ai personaggi di Lost. Non sono pezzi tagliati dagli episodi, sono proprio inediti.



citizen kane (quarto potere)
Febbraio 1, 2008, 12:12 am
Archiviato in: Cinema, Pensieri

Ho visto di recente Citizen Kane, che in italiano e’ Quarto Potere (che cazzo c’entra sto titolo??? mah..). Un film “vetusto” come mi piace definirlo (e’ del 1941), che pero’ contiene degli elementi molto attuali, in particolare l’uso e la manipolazione del tempo. Una cosa che mi ha colpito, visto che il film parte con la morte del protagonista Charles Foster Kane, e prosegue seguendo le indagini di un giornalista che cerca di ricostruirne la storia/la vita, post mortem. Il puzzle e’ in realta’ un filo, che ripercorre la vita di Kane, con flashback e flashforward particolari, con tempi che si accorciano e che accelerano. Ci sono delle sequenze bellissime, come quella in cui si vede il deterioramento della vita di coppia di Kane, mostrato seguendo l’evoluzione della colazione tra Kane e sua moglie.. bellissimo, e’ quasi impercettibile che i due invecchino. A parte queste note un po’ tecniche,il film e’ la storia della vita di Kane, che eredita una fortuna colossale da bambino: la madre sceglie per lui, e gli dona una vita di lusso a scapito di una vita povera nella campagna del Colorado (o giu di li). Questo evento segnera’ tutta la vita di Kane, che non avendo il problema del denaro cerchera’ una costante approvazione di se stesso come persona ricercandola nell’amore della gente, identificando questo amore nel successo delle vendite di un quotidiano e nel suo successo personale. Kane vuole essere amato dalla gente.. e per raggiungere il suo scopo compra il giornale, sceglie la moglie giusta (nipote del presidente), si butta in politica (e ne viene allontanato malamente), cerca di fare le mosse giuste insomma, ma alla fine si rinchiude nella gabbia dorata da lui costruita,una villa ricca di tutto ma povera di affetto, nella quale muore rivolgendo l’unico pensiero alla sua slitta Rosabella (Rosebud) e alla sua vita perduta.

Solo una persona può decidere il mio destino, e quella persona sono io.

Che dire? Per essere un film del ‘41, per quanto vecchio e lento in certe parti, m’e’ piaciuto molto. Perfetto Orson Welles. A mio parere il titolo italiano e’ poco appropriato: e’ vero che Kane enfatizza molto il ruolo dei giornali, dei quotidiani:

Susan Alexander: “…La gente penserà…”
Charles Kane: “…Solo quello che voglio io”

ma e’ anche vero che alla fine qualsiasi suo proposito di manipolare l’opinione pubblica non e’ andato a buon fine. Voleva recensioni positive per l’opera della moglie, e alla fine lui stesso scrive una recensione negativa. Voleva entrare in politica, e alla fine si e’ arreso (di fatto si e’ arreso). Chi ha i soldi come lui potrebbe avere tutto o quasi, ma alla fine Kane non e’ che la persona piu’ triste e sola del mondo. Circondato da false amicizie, da falsi amori, e con un eterno rimpianto. E’ curioso il fatto che il film si concluda con una domanda a cui solo lo spettatore puo’ rispondere: chi e’ Rosabella. Nessuno di quelli che erano vicini a Kane sapeva veramente chi era Kane. Era solo, ed e’ morto solo. (tra l’altro e’ un gioco di Welles.. proprio perche’ e’ morto da solo nessuno ha sentito Kane che pronunica “rosabella” eppure per tutto il film tutti si chiedono cosa fosse come se tutti fossero stati li ad ascoltarlo.. e’ una specie di meta-cinema). Non vedo perche’ chiamarlo “Quarto potere”: mi aspettavo un film alla 1984 sinceramente, e invece era una monografia alla Forrest Gump, dove si ripercorre la vita di un uomo. Cioe’.. e’ come se Forrest Gump l’avessero chiamato “la stupidita’ paga”, mi spiego?

Ps: una chicca: “rosebud” e’ un cheat del gioco dei Sims :)



Blade runner: final cut
Dicembre 9, 2007, 12:47 am
Archiviato in: Cinema, Pensieri, Religione, Tecnologia

Finalmente un film degno dei soldi spesi al cinema! Dopo 25 anni, giunge a noi la versione finale di Blade Runner, capolavoro cyber-fantascientifco-poliziesco.

Io penso, Sebastian, quindi sono.

E come non citare il famosissimo Io ne ho viste cose che voi umani non potete immaginare.. o Se tu potessi vedere quello che hanno visto i miei occhi. Bello bello bello, vederlo al cinema senza interruzioni e soprattutto con uno schermo e una resa grafica ottimale è stato magnifico (l’avevo infatti visto a casa sullo schermo del pc.. non è proprio la stessa cosa). Mi spiace non aver mai visto la versione “originale” del 1982: sarei infatti curiosa di vedere quanto cambia il film con la voce narrante e il finale “lieto fine”. Ad ogni modo, a proposito del dibattito sui significati e sul fatto se Deckart sia o meno un replicante… (se vi interessa questo ed altro vi consiglio di leggere qui e qui), a me piace pensare che Batty non si sia accorto che Deckart è un replicante come lui, e che il suo gesto (salvargli la vita) non sia nato dalla consapevolezza della morte imminente (e quindi da una specie di ricerca dell’assoluzione… vedi dialogo con Tyrrel a riguardo del dio biomeccanico), ma dalla sua umanità. La condizione dei replicanti è tristissima, la consapevolezza della loro esistenza è triste. La stessa Rachel, fino a quando ignorava completamente la sua natura, ed era convinta di essere umana, era a suo modo “felice”. E’ la conoscenza, la consapevolezza della nostra vita, che ci rende tristi. Mi ricorda tanto Kierkegaard. Se il cogito ergo sum di Cartesio ha una connotazione positiva, razionale, nel caso dei replicanti, che sono esseri concepiti razionalmente, è come una condanna: tanto che Pris lo accompagna alla loro morte. Mi ricorda il brano di Asimov “l’uomo bicentenario“. Spesso vivere nell’ignoranza ci fa vivere sereni. La consapevolezza delle cose, della vita, del mondo, di se stessi, ci rende tristi.

Scusate la mia dissertazione a ruota libera…. pensieri che mi suscitano questi film. Ad ogni modo, vi consiglio di rivederlo (o di vederlo se non l’avete mai visto).



Dumbledore (Silente) era gay
Ottobre 21, 2007, 7:12 pm
Archiviato in: Amore, Cinema, Harry Potter, News | Tag: , , ,

Ecco rivelato un altro mistero sul meraviglioso personaggio di Dumbledore (qui in Italia è Silente, il preside di Howgwarts)(fonti: qui, qui, qui, la transcrizione completa del Leaky Cauldron qui). L’occasione è stata una delle solite domande dei bambini alla Rowling, che ha rivelato di aver lasciato la nota al regista del sesto film…

‘My truthful answer to you…I always thought of Dumbledore as gay. Dumbledore fell in love with Grindelwald [a bad wizard he defeated long ago], and that added to his horror when Grindelwald showed himself to be what he was. To an extent, do we say it excused Dumbledore a little more because falling in love can blind us to an extent, but he met someone as brilliant as he was and, rather like Bellatrix, he was very drawn to this brilliant person and horribly, terribly let down by him.’

‘Yeah, that’s how I always saw Dumbledore. In fact, recently I was in a script read-through for the sixth film, and they had Dumbledore saying a line to Harry early in the script saying, “I knew a girl once, whose hair…” I had to write a little note in the margin and slide it along to the scriptwriter, “Dumbledore’s gay!”‘

Non ci avevo proprio pensato! Chissà come avevo pensato che il suo legame con Grindewald fosse un misto di amicizia e amore fraterno, quello che hai con qualcuno che condivide le tue passioni e i tuoi interessi, che poi si ribalta nel momento in cui Albus si rende conto della sua malavagità oscura, con tutte le conseguenze (vedi sorella). Non mi sarei mai immaginata che Albus fosse innamorato di lui!!! Cmq… l’amicizia è una forma d’amore… e amore sia! Questa rivelazione ha reso Dumbledore ancora più complesso e affascinante… cazzo vorrei il libro numero 8!!!!!



Il Labirinto del fauno
Ottobre 20, 2007, 5:00 pm
Archiviato in: Cinema

Bellissima produzione spagnola, di Guillermo del Toro. Non avevo idea di che genere di film fosse, dal titolo pensavo a un film fantasy, e invece è un collage fantastico, entra subito nella mia top250 (se mai ne avrò una). Ambientato nella Spagna franchista, nel pieno della guerra civile, narra della fantastica (e fantasy) esperienza di una giovane bambina, Ofelia, che tenta di evadere dalla triste realtà, che vede la lotta di liberazione, un patrigno crudele, e una mamma a rischio in avanzata gravidanza. Sembra un racconto, una narrazione così pulita che l’elemento fantastico appare decisamente reale. Tanto che non saprei dire se il fauno e le fate siano esistiti veramente, o solo nella mente di Ofelia; i recensionisti sono d’accordo sulla tesi dell’evasione, ma non ne sarei così sicura…



I soliti sospetti
Ottobre 15, 2007, 11:19 pm
Archiviato in: Cinema, Media, Tv

Appena finito di vedere: bellissimo. Drammatico del 1995, il regista Bryan Singer è -pensate- il produttore esecutivo di Dr. House (piccola chicca che valeva la pena di menzionare). Cinque i protagonisti, un giovane Benicio del Toro, Stephen Baldwin, un fugace Kevin Pollack, ma a dominare la scena sono un indiscutibilmente fascinoso Gabriel Byrne - l’uomo cattivo che vorrebbe redimersi per amore ma non riesce a rinnegare la sua essenza - e l’enigmatico, inquietante e congelante Kevin Spacey. Che è esattamente lo stesso di American Beauty… che sguardo angosciante, terribilmente freddo distaccato disumano, direi pazzo. Il suo oscar se lo merita tutto.

The truth is always the last place you look. Fa bene a recitare così la locandina, perchè in questo film tutto è un artefatto, non esiste una verità se non quella che ci viene narrata, ed è una verità “narrativa” (non dico altro - oggi mi sento contro gli spoiler). Una storia parecchio avvincente. La domanda è: chi è Keyser Soze? Esiste davvero o è un mito creato per spaventare i bambini? Il film si sviluppa attorno all’interrogatorio di Verbal, uno dei cinque, che racconta di come appunto i cinque sono diventati una banda improvvisata, e di come si sono torvati coinvolti in una storia di droga, soldi, vendetta, ungheresi e, appunto, Keyser Soze. E’ tutto un gioco, una narrazione, un’illusione.

L a risposta definitiva? Sciogliere la matassa? E’ affascinante, perchè è stata costruita a puntino. Unico neo: un appassionato di Asimov capirà l’intrigo su Keyser Soze nel momento stesso in cui esso verrà nominato (almeno io ho avuto l’istantanea, e non mi è sembrato difficile). Ma anche se capirete tutto a metà film, sarà difficile resistere al finale, che proprio non va perso perchè c’è una concitata sequenza ( la scena più memorabile del cinema - sondaggio del Guardian nel giugno 2007 - cit. da Wiki) che oltre a svelare l’arcano rivela quanto Soze si sia preso gioco di tutti.

Il più grande inganno del diavolo è stato quello di far credere al mondo che lui non esiste. Roger Verbal Kint.



Sul perche’ non mi e’ piaciuto il film dei Simpson
Settembre 18, 2007, 9:12 am
Archiviato in: Cinema, Humor, Media, Pensieri, Tv

Non mi e’ piaciuto perche’ Homer viene dipinto (ed e’) un personaggio estremamente negativo. E nonostante alla fine Bart lo perdoni (solo per il giro in moto… puaahhh), e anche Marge, mi ha veramente intristito vedere quanto sia egoista e negativo. A me non ha fatto ridere. Certe gag mi ricordano Peter Griffin quando che fa sempre soffrire Lois e i suoi figli. E sia noto che a me piacciono sia i Simpson che i Griffin! Non si puo’ dire che il film non faccia ridere; si ride, ma non ci si sbellica. Ma Homer getta un triste velo su tutto il film.



The Departed
Settembre 17, 2007, 4:32 pm
Archiviato in: Cinema, Me, Media, Musica, Pensieri

Ieri sera ho visto (in inglese, sto diventando brava) The Departed, film del 2006 di M. Scorsese, remake di Infernal Affairs (o tratto da, non ho ben capito dalle varie recensioni). Svariati oscar, nomination e premi, tutti meritati. Protagonisti Matt Damon, Leonardo di Caprio, Jack Nicholson. Eccellente prestazione di Di Caprio (l’unica che mi e’ piaciuta finora), che ha ben reso il conflitto del poliziotto infiltrato, e la sua crescente esasperazione. Ottimo anche Matt Damon (che e’ uno dei miei attori preferiti), che in questo film e’ un bastardo, e credo che quella espressione immobile sia stata la palestra di allenamento per The good shepard, dove e’ altrettanto bastardo, ma decisamente piu’ freddo. Jack Nicholson e’ riuscito a farmi paura anche in questo film, dove non e’ pazzo, ma semplicemente e’ un truce mafioso (nulla a che vedere col Padrino, neanche lontanamente). Come andra’ a finire il film si capisce dopo pochi minuti, ma rimarrete incollati al divano :)

Sull’onda di questo periodo dove sono rimasta colpita dalla violenza e dall’armeggiare di Bowling For Columbine, ecco un capolavoro (bellissimo il montaggio, la fotografia, la colonna sonora - c’e’ pure Confortably Numb - e ottima la recitazione, un trio meritevolissimo) che ruota tutto attorno alla menzogna, alle bugie, alla doppia vita, alle armi, alla violenza, al crimine, e al crimine che combatte il crimine.

Mi e’ piaciuta moltissimo la contrapposizione tra le due figure principali, ossia Di Caprio e Damon, che sono rispettivamente un poliziotto sotto copertura, infiltrato e al servizio di un boss mafioso, e un lacche’ del boss che pero si e’ infiltrato cosi’ bene nella polizia da diventare sergente nella squadra antimafia, il cui obiettivo numero 1 e’ il suo boss (in poche parole). Entrambi fingono, e fingono benissimo; la vita falsa di uno e’ la vera dell’altro e viceversa. In comune non hanno solo il boss mafioso, ma anche la donna, e come e’ diametralmente opposta la loro situazione, cosi’ lo e’ il rapporto che hanno con questa donna, psicologa criminale, che si innamora di uno ma si sposa con l’altro (avrete gia’ capito chi e perche’). Non vi dico come andra’ a finire, nel peggiore dei modi, e purtroppo per tutti. Nelle parti violente ho rivisto molto delle Iene di Tarantino, pero’ devo ammettere che Scorsese e’ riuscito a inscenare una violenza diversa. L’aspetto psicologico di Di Caprio e’ tremendo. Matt Damon e’ un cubetto di ghiaccio… e’ quando si dice “ci vuole sangue freddo”.