l’oblio di arwen_h


Oggi…
Aprile 8, 2008, 12:22 pm
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* Sono stata per 2 ore un professore ordinario di quasi 70 anni e ho fatto complessivamente 3 ore di lezione
* Ho fatto lezione ufficiale (non esercitazione) a quelli della specialistica per la prima volta
* Il prof. ordinario piu’ vecchio di tutta la mia facolta’ mi ha regalato dei gianduiottini al caffe’ perche’ ieri gli ho messo a posto il pc
* Ho ricevuto una mail amorosa dal mio amore
* Ho ricevuto la notizia stupenda che a breve iniziera’ il corso di inglese avanzato (voglio scrivere dei paper in inglese perfetto!)

Per ora l’unica nota negativa e’ che piove a dirotto.. speriamo si metta in meglio, stasera volevo tornare alla fiera Primavera per vedere i parquet..



Taglio!
Marzo 31, 2008, 10:54 am
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…sono pazza, pazza, pazzaaaa!!! Sabato, uscita dalla Virgin dopo 1 ora e mezzo di palestra, sono andata dal parrucchiere, con l’idea di spuntare i capelli… sono uscita con 1 kg di capelli in meno, con un taglio che si sono inventate le due pazze di Jean Louis David, e che mi hanno convinto a fare (io mi sono fidata… ho detto “scegliete voi”) senza che io avessi realizzato come sarebbe venuto… praticamente adesso ho un taglio mascolino, sono piu’ bionda.. sembra il taglio di Victoria Bechkam (qui in foto con un abito fucssssia, il mio colore preferito col nero). Ovviamente io non assomiglio per niente a quello che c’e’ sotto il taglio, sono il doppio di lei e non c’entro proprio niente. Mi sto ancora chiedendo .. ma che cazzo hai fatto???? Avevo i capelli lunghi, adesso dietro non ho nienteeee!! Mi e’ venuto pure freddo alla testa, al collo, e ho tirato fuori la sciarpa! Ad ogni modo, forse mi ci voleva, forse le due parrucchiere hanno visto piu’ lontano di me. E’ che sembro una persona totalmente diversa, mi guardo allo specchio e penso “ommmiodddio chi e’??”. In famiglia dicono che sto meglio, il mio ragazzo a parte lo shock iniziale “dove sono finiti i capelli?” ci si e’ abituato e ieri mi ha detto “ma sai che stai bene con sti capelli?”. Stamattina in universita’ ho visto occhi sbarrati un po’ ovunque ^^ Chissa’ quando mi vedranno le mie amiche, sono molto curiosa! Btw, dopo il colpo di testa (mai parole furono piu’ appropriate) ci ho messo un po’ per tranquillizzarmi. Sabato sera ho visto Una notte al museo, con Ben Stiller, carinuccia commediola ambientata nel Museum of National History di New York, che sembrava diversissimo dalla realta’ (a parte per poche cose). Domenica mattina sole&mare con mia sorella, pomeriggio partita del Genoa e giro da Saturn per comprare Scene It! A breve arrivera’ l’Xbox360 e non vedo l’ora di giocarci. Ieri sera ho visto sul digitale terreste la seconda parte del film Barry Lyndon, di Kubrick (purtroppo sono arrivata che era gia’ iniziato), bellissime le musiche, la scenografia. La storia.. dovrei rivederlo tutto, comunque questo Barry Lyndon mi sa che e’ un personaggio stile Moll Flanders. Ho il libro di Tackeray in inglese, The lucky of Barry Lindon, e’ li’ da mesi e non ho tempo di leggerlo. Se e’ come mi aspetto, lo dovro’ leggere come lessi Moll Flanders di Defoe, ossia a bruciapelo. Nei romanzi inglesi che ho letto, in genere, anche nei Viaggi di Gulliver per dire, il personaggio principale non e’ mai totalmente positivo, oscilla sempre tra male e bene. E’ un caotico neutrale, per dirlo alla D&D. Cio’ che mi piace e’ il loro spirito, la ricerca del nuovo, il non abbattersi mai. E come in tutti questi percorsi, fortune e sfortune si accavallano. Anche Scarlett O’Hara deriva da questa stirpe di personaggi, negativi e positivi, che si disprezza per tante cose ma che poi non si puo’ fare a meno di amare.



Colori e Paracetamolo
Febbraio 28, 2008, 11:07 pm
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Dovevo scriverlo ieri ma non ho avuto tempo. Ho passato 36 h iper positive, iniziate due sere fa quando finalmente mi sono vista un po’ con le mie amiche (come vorrei vederle di piu’!), un dopocena a casa mia dove abbiamo ciattellato (chiaccherato del piu’ e del meno, ndr) allegramente provando tutti i nuovi gusti dei succhi Santal 5 colori, facendo interessanti mix di frutta. Peccato che sono andate via a mezzanotte… quando sto con loro vorrei ciattellare tutto il tempo, e parlare, e sentire le loro storie ecc. Quando se ne sono andate ho cucinato una pasta tricolore per il giorno dopo: piselli pomodorini e formaggio a cubettini… di grande impatto estetico e scaldata al microonde il giorno dopo era pure buona. Nonostante non sia riuscita a dormire a un’ora decente, ho dormito bene. Le 24h sono proseguite al lavoro, dove ho risolto ben due problemi: uno era software per il robot, l’altro era un problema concettuale che mi ha causato l’ulcera… e adesso sto addestrando con la nuova modifica, incrociamo le dita ma sono fiduciosa stavolta. Ho ri-riscoperto un teorema che mi ero annotata, e che devo assolutamente rivedere perche’ potrebbe risolvermi un altro problemino, stavolta pratico. Ho scoperto che il mio collega nuovo, Ugo, oltre ad essere un esperto di F1 e di macchine, e’ un genio e una bibbia di Matlab. E’ pure un controllista.. quindi e’ diventato il mio oracolo di Matlab, nonche’ ispiratore, perche’ quel lampo di genio l’ho avuto mentre parlavo con lui.. cosa positiva, ci parlero’ piu’ spesso. La serata si avviava al termine.. sono andata in palestra alla Virgin, stavolta decisa a prenotare la ceretta per il we… quando arrivo la receptionist mi dice “se vuoi puoi farla adesso che c’e’ un buco”. Manco a dirlo, adesso sono lisssia. Ho provato la nuova crema rassodante anticellulite, pure in offerta. E ho prenotato pedicure e pulizia del viso e ho trovato posto in settimana, cosa che solitamente mi danno l’appuntamento almeno due settimane dopo. Dopo la ceretta sono rimasta in palestra a massacrarmi, e mentre sudacchiavo sul tapis roulant e sullo step mi sono vista la partita del Genoa (mi spiace per il Napoli gemellato) e ho esultato con gli altri sudatissimi frequentatori di palestra (siamo tutti li a dimagrire) al gol di Sculli. Mentre tornavo a casa, rigore di Borriello trasformato. Tornata a casa, ho mangiato le acciughe marinate, buonissime, per cena. Stamattina sono stata a un convegno interessante, in una villa del centro storico (che non avevo mai visto e che merita, Casa Paganini), e ad uno dei talk ho scoperto una cosa che forse potrebbe risolvermi uno degli altri problemini pratici che ho. Insomma… 36 ore intense e fruttuose… che voglio di piu’?? Sono quasi preoccupata che si sia concentrata una serie di cose positive in un breve lasso di tempo… dovro’ aspettarmi una sciagura a breve?? Mi tocco…

Ho anche scoperto che poca gente sa cos’e’ il paracetamolo… e’ il principio attivo della tachipirina. Non che io li sappia tutti (anzi, meno farmaci prendo meglio e’), ma saperli puo’ farci risparmiare qcosa quando si va in farmacia, e ci puo’ ammonire su cosa si sta assumendo come farmaco, soprattutto quando il medico prescrive “questo, questo e questo”. Allora eccovi un link interessante: scrivendo il nome del farmaco, esce la descrizione del principio attivo.

Qualche esempio:

aspirina = acido acetil salicilico / acido ascorbico
tachipirina = paracetamolo
aulin = nimesulide
moment = ibuprofene
aleve = naproxene sodico
tavor = lorazepam

Se siete interessati a sapere l’effetto del principio attivo, ad avere informazioni sui farmaci ecc. c’e’ una banca dati del farmaco fatta molto bene qui (riporta anche gli usi “illeciti”).



Aiutatemi: non so cosa scrivere…
Febbraio 24, 2008, 11:48 pm
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… sulla scheda elettorale. Non so quale insulto sia piu’ appropriato per annullare la scheda. Si accettano suggerimenti.

Ps: no, niente scheda nulla. Il perche’ lo dissi gia’ illo tempore, lo ripeto: in sede di seggio le nulle sono facilmente falsificabili.

BTW.. c’e’ stato il Monnezza Day a Napoli. Filmato: qui e qui. Mi chiedo cosa voteranno i napoletani… Una cosi’ bella citta’, terra, gente, presa per il culo dalle istituzioni, da Bassolino, dai commissari. Io ci volevo pure andare a Napoli! Cosa fanno i politici invece di pensare a Napoli.. la campagna elettorale,, il giro in pullman? Possibile che deve andare Grillo a mobilitare la gente? A sensibilizzare? Io ho cercato di proporre la raccolta differenziata condominiale: sarebbe una rivoluzione, pensate i condomini di quartiere che fanno a gara a chi differenzia di piu’.. un mondo ideale? Intanto, non per far Cassandra, ma prevedo che anche Genova si ritrovera’ presto nella situazione di Napoli. Che io sappia, qui la differenziata e’ una burla, nel senso che ci sono i bidoni colorati per la raccolta differenziata, ma sotto casa mia per esempio vediamo spesso che a ritirare la plastica e’ lo stesso camion dell’immondizia “umida”. E sempre piu’ spesso vedo cassonetti intasati, strapieni, rumenta per strada a tutte le ore. Bisogna iniziare tutti a risparmiare sui rifiuti: torniamo alle bottiglie di vetro ricaricabili (per l’olio, l’acqua, il latte) e risparmiamo sulla plastica e sul tetrapack; basta con la pubblicita’ in cassetta, che puntualmente finisce nel cestino (come lo spam); la spesa facciamola nei carrelli, o nelle sacche di stoffa, che sono riusabili. E facciamo una differenziata seria, di condominio, di quartiere, finanziamo aziende che riciclano, possibilmente in situ, e non in un’altra regione (vedi Napoli che manda la rumenta in Lombardia per fare le ecoballe).



Memoria
Gennaio 28, 2008, 10:07 am
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Richard Prince
Gennaio 21, 2008, 2:19 pm
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Al Guggenheim di New York l’esposizione dei quadri e delle fotografie di Richard Prince e’ quella che mi ha colpito di piu’. Premetto che di arte moderna non so nulla, mi fermo al primo novecento, so qualcosina sull’astratta perche’ ho letto la tesi di una mia amica che si e’ laureata all’Accademia di Belle Arti parlando di Pollock, Fontana ecc.. ma dire che ne so qualcosa e’ gia’ esagerato. Meno che mai so della contemporanea. Eppure i monochrome jokes mi sono piaciuti tantissimo, non li avevo mai visti, e mai avevo sentito parlare di Prince. Ebbene, e’ un artista contemporaneo famosissimo (beata la mia ignoranza) ed ha pure firmato una linea di borse per Marc Jacobs (eheheh questo lo conoscevo bene.. due bellissime shopping bags in pelle comprate nel suo negozietto di Greenwich) e Louis Vuitton!

Ad ogni modo .. eccovi qualche monochrome joke. (nota: i migliori non riesco a trovarli su internet). Vi sembreranno “buffi”, fate conto che sono quadri enormi, svariati metri. Ben illuminati, sono impressionanti. Mi sono piaciuti.. non che dire.



New York, New York
Gennaio 9, 2008, 1:49 am
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Buon anno a tutti, inauguro il 2008 con un post dedicato interamente a una delle vacanze più belle che abbia mai fatto… bella perchè sono stata 8 giorni col mio amore, e perchè siamo stati in una delle città più belle del mondo… la città che volevo vedere da anni, che desideravo vedere ardentemente sotto il periodo natalizio, la città di Sex and the City, dei grattacieli, dei film, del divertimento, dello shopping, dei musei, dei parchi… The City, Gotham City, The Big Apple.

8 giorni intensissimi, volati via. Siamo arrivati il 29 nel pieno della notte, dopo aver perso 1 ora e più all’aeroporto per il visto per gli USA.. durante il quale si è schedati, fotografati, vengono prese le impronte digitali, e bisogna dichiarare che si viaggia per turismo, e compilare due stupidi foglietti nei quali si dichiara “non sono un terrorista, comunista, nazista, islamico, non sono stato a contatto con gente di quel genere, non porto con me armi di distruzione di massa, non porto carne cruda, batteri, nè sono stato a contatto con materiale deperibile” ecc. ecc. Bello cmq l’aeroporto di Newark, bianchissimo, illuminatissimo, mentre fai la coda c’è la televisione grande quanto un cinema che intrattiene (c’era una partita di football e Paolo era esaltatissimo). Newark è nel New Jersey, 1 ora da Manhattan, ma arrivare all’hotel non è un problema: taxi, limousine (69 $) e shuttle(20 $). Noi con lo shuttle ci abbiamo messo 1 oretta, e ci siamo visti Lower Manhattan perchè il guidatore ci ha portato a vedere -subito- Ground Zero. Ostello spettacolare (anzi ve lo consiglio, Jazz on The Park, sulla 103th W, all’incrocio con Central Park West.. e non è poco!!): assolutamente diverso da un ostello qualsiasi, la nostra camera (doppia con bagno) era grossa, ben arredata stile Friends (con il muro di mattoni rossi!) e una Tv LCD grossa con duemila canali. Non c’è da stupirsi… in America, o cmq a New York, ogni locale, Deli (alimentari-minimarket), ristorante, e ovunque per strada ci sono televisioni.

Il giorno dopo: Philadelphia, detta Phillie, o anche the city of brotherly love. Intanto per andarci abbiamo preso un comodissimo pullman da Penn Station (34th St) e abbiamo speso 25$ A/R. Molto meglio del treno che ci mette 1 ora, e 1 corsa sola costa 80$. Ci vuole 1 oretta e mezzo circa, ma è un’esperienza perchè si prende l’autostrada, che attraversa New Jersey e Pennsylvania, tra zone industriali, pianure, coltivazioni, quartieri residenziali alla Desperate Housewives (casette con giardinetto). Ah, l’autostrada ovviamente ha 4 corsie, e 2 corsie di emergenza ^^ e le macchine sono tutte SUV o berline iper lussuose.. non abbiamo MAI visto un’utilitaria o una macchina “piccola”, la più piccola che abbiamo visto era uno dei nuovi maggioloni, giallo, probabilmente di moda. Non ci sono neanche moto o motorini, a parte un paio di Harley Davidsons. Philadelphia è bellissima: è circondata da una zona industriale enorme, poi (in senso concentrico) c’è la parte residenziale, con quartieri belli e meno belli, e poi il centro, che è un misto di grattacieli e di edifici “storici”, come l’Indipendence Hall. C’è il cosiddetto miglio quadrato più storico d’America, perchè nella zona storica ci sono tutti musei ed esposizioni di oggetti legati alla storia degli USA, la Dichiarazione di Indipendenza, la Liberty Bell, ecc. Dopo un breve giro nel centro, siamo andati allo stadio, al Lincoln Financial Field… mamma mia, stadio enorme, e la partita di football vi assicuro è un’esperienza! Praticamente per loro è uno spettacolo per famiglie. Gli americani mangiano e bevono di continuo durante la partita (infatti lo stadio non è mai pieno, è un contonuo via vai di persone dagli spalti al retro, che è pieno di fast food, ristori ecc.). Ci sono 4 megaschermi che fanno vedere il rallenty di ogni azione, e nelle pause fanno vedere la pubblicità e.. udite udite… i vincitori! Si, perchè ogni 15 minuti vengono estratti a sorte degli spettatori dal pubblico (per n. settore, n. fila, n. posto), che vincono dei premi assurdi, dagli sponsor… tipo un viaggio in aereo, una fornitura di benzina per 1 anno, 1 pizza Hut, delle magliette o merchandise della squadra locale… insomma un po’ di tutto. Quando la squadra locale (Philadelphia Eagles) faceva touch down (equivalente di goal nel calcio.. più o meno…) partiva l’inno della squadra , la fightsong, (bellissimo!!!) e facevano pure i fuochi d’artificio!! Riguardo alla sicurezza e al tifo.. tutti molto “seri”, nel senso che non si sentono grandi cori, la gente è tranquilla, si vuole godere lo spettacolo, se qualcuno alza la voce o fa casino, o è mezzo brillo (cosa che è successa) arrivano subito 4 omoni della security, tipicamente neri, e lo portano via, e per lui lo spettacolo è finito. Le uniche parolaccie che abbiamo sentito erano “Booouuuu Bills sucks!” e “Assholes!”. Quando l’arbitro ha dato torto agli Eagles (che in realtà avevano ragione clamorosamente) c’è stato un po’ di malcontento, urla “noooo” e fine.

I giorni successivi sono stati dedicati tutti a New York….a dire il vero a parte una puntata a Brooklyn abbiamo visto solo Manhattan, e sicuramente non siamo riusciti a vedere tutto quanto ha da offrire questa città. Il Bronx e il Queens erano troppo grossi, e le isole (Coney Island, Ellis Island ecc.) troppo lontane, e comuqnue non c’era tempo per vedere tutto, e ci siamo concentrati di più su Manhattan. Intanto si può dire che Manhattan è divisa in 4 zone principali: a nord c’è Harlem, poi la fascia di Central Park, che divide l’Upper East Side dall’ Upper West Side, poi la zona immeditamente sotto central park, Midtown Manhattan, dove si trovano i primi grattacieli (l’Empire, il Chrysler, i Rockfeller, il McGrawHill) e una quantità indefinibile di attrazioni nel cosiddetto Theater District, Flatiron District, poi una zona centrale, dove i grattacieli sono più bassi, e si trova una serie di quartieri bellissimi, tipici, e tra loro abbastanza differenti (Hell’s Kitchen, Soho, Noho, Little Italy, Nolita, Chinatown, Tribeca, Greenwich etc.) e infine Lower Manhattan, con il cosiddetto Financial District, dove svettano grattacieli a specchio circondati dalle vecchie case in stile coloniale. L’orientamento è semplice: a parte Greenwich, dove le strade sono diagonali (in una zona circoscritta comuqnue) tutte le avenue sono verticali (nord-sud) e le street sono orizzontali (ovest-est). I nomi delle strade di Manhattan sono “numeri”, nel senso che si parte dalla 1st, 2nd, 3rd, 4th… in poi. Tranne in alcune zone, tipo Lower Manhattan, dove le strade hanno anche dei nomi (es: Spring St, bellissima tra l’altro), e ad Harlem dove hanno anche il nome di importanti persone che hanno aiutato nella questione razziale (Clayton Powell, Malcom X..). A Brooklyn le strade hanno il nome. Con il metodo dei numeri è molto facile orientarsi. Stessa cosa con la metro: le linee sono per lo più verticali, quindi si va uptown (verso il nord) o downtown (verso il sud). Ah ovviamente nord e sud “della cartina”, dell’isola di Manhattan, diciamo nord e sud “cittadini” (quelli geografici sono leggermente diversi).

Parlare di New york…. non so da dove cominciare … c’è parecchio da dire su ogni quartiere, immaginatevi che da una fermata all’altra della metropolitana il paesaggio può cambiare completamente… potete trovarvi in una via iper modaiola tipo Fifth Avenue, piena di hotel lussuosissimi (Hilton), e due avenue dopo, sulla Lexington, trovarvi immersi in supermercati, alimentari (i Deli.. tipo quello di Abu dei Simpson), parrucchieri e ciabattini, negozi di una volta, sembra di essere negli anni 50. Prima di elencarvi i giri che abbiamo fatto, vi dico che abbiamo seguito la guida della Lonely Planet, che è fatta benissimo e ha tutte le mappe e cartine che possono servirvi, e ha una sezione con degli itinerari consigliati, illustrati molto bene. Vi dice chi abita dove, le strade più belle, i quartieri “storici”, i posti che hanno avuto o hanno un significato, i cosiddetti “city landmarks“. Praticamente abbiamo fatto tutti gli itinerari della guida (tranne New York in bicicletta e il giro dei locali notturni di Williamsburg)… poi come consigliato ci siamo un po’ lasciati trasportare dalla città, alla scoperta di quartieri e zone inesplorate, un po’ dal caso, un po’ dalla fortuna. Quindi non so quanto senso possa avere scrivervi il dettaglio delle giornate a NY… se dovessi consigliarvi qualcosa.. vi direi di prendere la guida, oppure di girarla a caso. Se aveste domande specifiche.. vi risponderò nei commenti ^^

Voglio però chiudere il post (già lungo di per sè) con un elenco di osservazioni su NY e sugli americani (per quel poco che ho visto):
- per strada ogni 10 metri c’è almeno una bandiera degli Stati Uniti
- negli edifici pubblici deve esserci una o meglio più bandiere degli Stati Uniti, e se c’è una sola bandiera, allora questa è enorme e sventola tutto il tempo
- le bandiere sono curatissime, pulite, sfavillanti
- nei locali, nei pub, nei fast food, la pulizia non è primaria
- le norme igieniche lasciano parecchio a desiderare
- il McDonald di Times Square è il locale più pulito che abbiamo visto, a parte i ristoranti (quelli sono puliti, am son ristoranti).. vorrei farvi notare che il fatto che il Mac sia il più pulito vi lascia intendere la situazione..
- l’80% degli americani che abbiamo incontrato era sovrappeso, e di questi molti erano parecchio sovrappeso, proprio ciccioni e molti obesi
- alla Tv parlano continuamente di fare la dieta, mangiar sano: il tipico programma dice “è meglio mangiare un panino con il bacon e il maiale fritto oppure un panino con del tacchino grigliato e del cheddar?”
- il menu weight watchers nei fast food dovrebbe essere quello per chi fa la dieta: ma se prendi il panino col pollo grigliato, ti mettono dentro 1 petto di pollo intero (o quasi, il mio sarà stato almeno 4 etti)
- un giorno nella carrozza della metro eravamo i più magri, tutti erano ciccioni, e molti facevano fatica a respirare… è pazzesco..
- ci credo che in america l’obesità è un problema: basta vedere il cibo e soprattutto le bibite che bevono.. per non parlare dell’infarto.. mangiano troppa carne e pochissime verdure e frutta… almeno quello che ho visto.. poi non so a casa, ma se la media infarti a 50 anni è così alta un motivo ci sarà..
- gli americani mangiano a qualsiasi ora
- mangiare sano è un’impresa (a meno che non si vada al ristorante, dove si trovano piatti sani ma si pagano cifre considerevoli)
- la frutta e la verdura la vendono solo i Deli, con la scritta “natural” (perchè dovrebbe secondo loro essere cibo naturale).. peccato che sia frutta OGM riempita di non so che.. le mele sono tutte uguali e sembrano di plastica, tanto per dire, tutta la frutta e la verdura che ho visto sembrava finta
- la frutta e la verdura non si compra “al kilo” ma “a pezzo”: 1 mela 95cent
- a colazione molti mangiano cheeseburger e patatine, e ho visto mangiare del pollo fritto (intero)
- la colazione tipica newyorkese è caffè o cappuccino o simile, e bagel, con crema al formaggio o burro e marmellata (strawberry jelly o grape jelly, buonissima)
- la dimensione di qualsiasi cosa sia commestibile è americana: ovvero ENORME
- non esistono barattoli di yogurt da 125ml: il minimo che ho trovato è 500ml o giu di li
- un bagel farcito al Deli nel West Side costa 1$
- un cheeseburger enorme farcitissimo al Deli nel West Side costa 2.5$
- se prendi solo cheeseburger senza patatine fritte quasi si offendono
- una ciambella farcitissima ad Harlem per strada costa 50cent
- una fetta gigante di marble loaf (torta marmorizzata, quella vaniglia/cioccolata) ad Harlem per strada costa 1$
- sulla Fifth Avenue, un pretzel caldo gigante costa 1 o 2$
- sempre sulla Fifth, una bottiglietta d’acqua (Aquafina o Poland Spring) costa 2$
- un hot dog costa intorno ai 2$
- a dire il vero, sulla Fifth o nei dintorni quasi tutto quello che compri ai baracchini costa 2$ (ma le porzioni sono gigantesche)
- i panini del McDonald sono enormi, e il menu costa meno che qui (in $, quindi ancor meno in €)
- 1 doppio cheeseburger costa 1$
- tutte le bibite, anche le stesse che abbiamo qui, hanno un sapore diverso, e sono dolci almeno il doppio (la Pepsi è imbevibile.. e io adoro la Pepsi)
- l’acqua costa più della coca cola (o uguale)
- se chiedi acqua al tavolo, portano quella del rubinetto: e non si paga
- se chiedi acqua minerale al tavolo, portano l’evian o la san pellegrino, e si paga una fortuna (tipo 3.75$ la bottiglietta di vetro da 50cl)
- a new york, quasi ovunque, ad ogni incrocio c’è qualcuno che vende da mangiare, e c’è un insopportabile odore di cibo persistente nell’aria, al quale mi sono abituata due giorni dopo (forse ero assuefatta)
- i gelati sono uguali ai nostri, ma 10 volte più dolci e pesanti
- per mangiare italiano (buono) non andate da Sbarro, piuttosto cercatevi dei ristorantini un po’ fuori mano, ma meritevolissimi, come Pappardella, sulla Columbus Ave dietro al Museo di Storia Naturale: li ho mangiato le mezze penne Barilla, AL DENTE, con un sugo di pomodoro e mozzarella fresca a dadini, veramente tutto buonissimo. il loro sugo di pomodoro (cosa che ho notato anche da Grimaldi’s) non è passata, ma lo fanno con i pomodori freschi, belli rossi, tagliati a pezzettoni, e cotti con aglio olio e molto basilico per insaporirlo (trovate spesso pezzi di pomodoro e il suogo è molto saporito.. se ve lo fate così in casa ve ne accorgerete, è fatto proprio così), tra l’altro non costano neanche tanto, abbiamo speso meno di 30$ in due mangiando benissimo
- la pizza è buonissima ovunque
- se volete mangiare la pizza più buona di new york (e secondo me la pizza più buona che io abbia mai mangiato) andate Brooklyn, sotto il ponte, da Grimaldi’s (occhio alla coda.. dovrete fare la fila)
- sempre da Grimaldi’s, provate il cannolo siciliano: è superlativo
- le taglie in america vanno dalla S alla 5XL
- in america io sono considerata magrissima! ho quasi faticato a trovare i jeans della mia taglia!!! si che con la dieta ho perso un po’ di kili, ma secondo i loro jeans Levis io adesso ho la 38/40…
- per farti sentire più magra, si sono inventati una taglia a metà tra la small e la medium: la “petite”, ma c’è solo in alcuni negozi
- i vestiti, le scarpe, l’abbigliamento in genere non costa niente…
- i miei Levis 518 da donna costano 34$
- la nuova moda dei Levis da donna.. è bootcut leggermente a zampa.. evvai!!!!!!
- i Levis 501 da uomo costano 34$
- i Dockers (li ha presi Paolo) costano 40$
- una maglietta Calvin Kline da donna (di cotone) costa 9.99$
- ho comprato un paio di Onitsuka Tiger a 34$ (piu tasse)
- un paio di Nike Runner da donna 30$ (piu tasse)
- a New York ci sono talmente tanti negozi, i grandi magazzini sono talmente grandi… che non potresti mai visitarli tutti.. io non ci sono riuscita, e sinceramente mi sono sentita male entrando da Macy’s dal casino che c’era (chi mi conosce.. io che rinunico a un negozio nei saldi.. capirà cosa vuol dire)… è impossibile comprare sulla Fifth, molto meglio Soho, Noho e Greenwich (si fanno affari li, e i prezzi sono inferiori)
- consiglio di fare il City Pass: con 65$ avete i biglietti per l’Empire State Building, il Museo di Storia Natural, Il Guggenheim, il Metropolitan, il MoMA, e 2 ore di crociera della Circle Line
- i musei sono ENORMI… il Guggenheim a dire il vero no, è grande comparato a certi musei italiani, il MoMA è grandissimo, ma gli altri due (Storia naturale e Metropolitan soprattutto) sono spropositatamente grandi, non vi basta 1 giorno a testa per vederveli tutti… però andate a vederli perchè sono spettacolari, dai 20 ai 30$ di ingresso (per questo conviene fare il CityPass, anche per evitare la coda all’ingresso) ma tutti meritatissimi
- 10 minuti in elicottero in giro su Manhattan costano 80$ (facendo il voucher in hotel)
- la moda newyorkese.. non esiste… o meglio ci sono certe cose che si ripetono.. parlando di ragazze vedo che tutte hanno le borse di Vera Bradley, gli Uggs e i jeans.. ma non c’è una vera moda, la gente è vestita in tutti i modi.. la costante è il colore, perchè, soprattutto le felpe e le scarpe da ginnastica, sono iper coloratissime!
- gli Uggs: li ho provati, hanno senso solo là perchè si va a -10gradi e i piedi congelano (provato sulla mia pelle), se qualcuno a Genova o dintorni se li comprasse mai… prendetelo per il culo a vita, 150$ (minimo.. arrivano anche a 400$ e passa) per tenervi i piedi al caldo in delle scarpe abbastanza scomode (per camminare) dove il piede raggiunge 50gradi. Hanno senso solo nei luoghi molto freddi (tipo NY)
- gli americani sono gentilissimi, molto franchi e cordialissimi: se chiedi un’indicazione, si faranno in 4 per aiutarti, i commessi ti fanno duemila domande e ti dicono buongiorno, buona giornata, buon anno, buone feste, arrivederci, che bella l’italia, buona vacanza…
- la cheesecake più buona di New York si mangia da Lindy’s, dove hanno la Lindy’s original cheesecake: è un locale tipico e carino, di fronte all’ingresso del Madison Square Garden, sulla 32nd St. La vendono anche su internet e ve la consegnano a casa. Quella “original” è al limone, è molto soffice e fresca.. per me la migliore. Paolo ha preso quella al Brownie.. buonissima anche quella.
- un biglietto al cinema costa 11$
- il multisala (uno dei tanti vicino a Times Square) dove siamo stati aveva 28 sale, e la nostra sala era al quarto piano
- i posti al cinema non sono numerati: conviene entrare prima e prendere i posti migliori. molta gente per evitare di sedersi in prima fila, si sedeva sulle scale (tanto c’è un sacco di posto)
- le poltrone al cinema sono leggermente reclinabili e sono ultra-stra-comode
- prima del film (come in italia) fanno vedere un po’ di pubblicità e una serie infinita di trailer: ogni trailer è preceduto dalla scritta “il trailer è stato approvato dalle associazioni genitori ecc ecc.” e c’è un numero o bollino che indica il tipo di film, la quantità di violenza o scene, insomma indica per quale pubblico è consigliato
- nel Theater District c’è una quantità innumerevole di teatri, grandi e piccoli, e di musical. Alcuni, come “Mamma Mia” sono fissi
- entrare da Toys’r'us è un suicidio: a parte la quantità di bambini e genitori, le urla, il caos…. ma c’è una sezione di caramelle che è il paradiso (jelly belly), e ci sono troppi ma troppo giocoattoli… bellissimi… la sezione Barbie è gigantesca, e ci sono tantissimi Lego technics!!
- Central Park è stupendo: regala una vista magnifica, sembra di essere lontano dal coas, dai grattacieli, eppure alzi gli occhi e sono tutti li….
- a central park, ma in tutti i parchi (ce ne sono tantissimi, ma ovviamente piccoli) c’è pieno di scoiattoli, e non è raro riuscire a dargli da mangiare una ghianda o quale nocciolina (sono bellissimi e tenerissimi)
- non c’è niente di meglio che passeggiare nel freddo gelido di New York sorseggiando una hot chocolate di Starbucks
- tutte le bevande di Starbucks sono buonissime, pure il caffè
- Starbucks è ovunque (purtroppo anche i fast food sono ovunque)
- a parte Starbucks, non mi sembra di aver visto altri bar o cose simili … cmq i camioncini per strada vendono anche il caffè e la cioccolata calda
- le ciambelle di Dunkin Donut fanno schifo, sono esageratamente dolci
- le strade sono pulitissime (almeno quelle del centro): per ripulire Times Square dopo il Capodanno il comune ha sguinzagliato migliaia di operatori, spazzini, ecc e alle 6 del mattino tutto era pulito (l’hanno detto in Tv il mattino dopo): questo perchè i newyorkesi l’1 mattina sono andati a lavorare
- il festeggiamento del capodanno dei newyorkesi è abbastanza “composto”: non esultano eccessivamente, si limitano a fare il countdown, urlare per un po’, scambiarsi gli auguri, e poi cantare l’inno nazionale
- quelli che fanno casino a capodanno sono gli stranieri: soprattutto gli irlandesi, tutti ubriachi e spassosi!
- se volete vedere la Ball a Capodanno, andate sulla 7th Avenue: ce l’avrete di fronte
- se volete vedere la Ball da vicino, ovvero volete essere esattamente a Times square a Capodanno (Times square di per sè non è neanche una piazza, è un incrocio ed è abbastanza piccolo) dovrete andare a Times Square alle 9 del mattino, e rimanere li tutto il giorno, perchè appena viene un po’ di gente chiudono le strade (in maniera concentrica) e non può più entrare/uscire nessuno
- ovunque si vada, museo o edificio, si è soggetti a perquisizioni e metal detector: bisogna levarsi borse, cinture, scarpe, cappotti, far vedere il contenuto della borsa (cellulare, macchina fotografica ecc)
- le viste migliori: dal Top of The Rock si vede benissimo Central park, mentre dall’Empire State Building si vede benissimo la zona di Lower Manhattan. Se però volete una vista mozzafiato (e un’esperienza) con la Liberty helicopters potete farvi un giro in elicottero… girare attorno alla statua della Libertà, vedere dall’alto i grattacieli….
- Ground Zero è un po’ una delusione: è semplicemente un cantiere, c’è una targa commemorativa e una visita al memorial center, ma c’è una coda infiinita soprattutto di studenti. Molto meglio la Sant Paul’s Chapel, esattamente dietro a ground Zero, che è la chiesa dove pregava George Washington, ed è stata la chiesa dove si sono rifugiati alcuni sopravvissuti dall’attacco delle torri, nonchè la chiesa che ha ospitato per mesi i volontari e i vigili del fuoco che senza sosta liberavano i corpi dalle macerie. C’è una mostra con foto e ricordi all’interno della Chiesa, molto toccante.
- nella zona del porto di Lower Manhattan - Financial District ci sono tantissime case coloniali.. ce n’è una sulla punta, la James Watson House, che ha ancora la bandiera originale dei 13 stati!!
- Breaking News alla televisione #1: Britney Spears ricoverata
- Breaking News #2: i treni sono in ritardo di ben 20 minuti a causa dei binari ghiacciati nel confine col New Jersey: subito partono gli elicotteri che dall’alto seguono il viaggio del treno in ritardo
- Breaking News #3: i binari del Grand Central Terminal sono affollati a causa dei ritardi: immagini in diretta (notare: i binari erano semivuoti.. forse non sono mai stati in Italia)
- Breaking News #4: discorso di Obama (a quanto pare il nuovo presidente)
- alla Tv ogni giorno c’è almeno una partita di Football (quantomeno in questa stagione)
- nelle stazioni della metropolitana (servizio eccellente) si incontra gente di ogni tipo: sulla 34th c’è un predicatore che ha il posto fisso, e il banchettino, e vende santini su Jesus e la fine del mondo. Non è raro vedere dei gruppi di musicisti, bravissimi, che cantano e suonano (e vendono il loro cd)
- gli autobus sono bellissimi, e rispettano al secondo gli orari (sono appesi in ogni fermata)
- una corsa in bus o in metropolitana costa 2$: ma esiste la MetroCard, 24$ a settimana, con la quale hai corse illimitate sia in bus che in metro (non è tanto se immaginate la distanza che copre la metro)
- non si dice metro, ma subway ^^
- se volete ascoltare la messa gospel ad Harlem, alla Abyssinian Baptist Church (la più famosa) vi aspetta una coda interminabile: forse riuscirete solo alla messa delle 9 alla domenica, ma arrivate in largo anticipo. Se non riuscite li, andate nella strada accanto alla Zion Church, sulla 137th St, la chiesa più vecchia di tutta Manhattan e una delle più vecchie del paese, dove il coro è strabiliante, c’è un soprano con una voce che mi ha commosso, e il pastore è un pazzo fuioso, durante la predica si infervora e urla “jesus loves you” jesus loves you!”. Un momento bello della messa è stato il cosiddetto “segno di pace”, dove tutti ci si stringe la mano, e quelli di Ny e tutti i parrocchiani (tutti neri, vestiti elegantissimi stile anni 50, le donne coi cappellini graziosissimi) passano a salutare TUTTI, e a tutti dicono “thank you for coming” e non smettono di dire buon anno, grazie della visita, buone feste, e svariati auguri. Ovviamente ogni momento della messa, a parte la predica pazza, è accompagnato dal coro, con canti solenni, assoli, organo ecc.
- se andate da Tiffany & Co. (sulla Fifth Ave) si paga solo con carta di credito (ve la chiedono prima)
- la carta di credito si usa ovunque, per qualsiasi cosa, pure per un caffè
- ad ogni angolo ci sono gli ATM (le macchinette che danno soldi col bancomat).. e ci sono anche in quasi tutti i negozi!!
- e’ pieno di negozi di sport, i più grossi si chiamano Modells e vendono di tutto (e fanno dei saldi iperconvenienti)
- quasi ovunque riconoscerete negozi, locali, ristoranti, ambienti di qualche film ambientato a New York
- ho incontrato per strada Aldo Montano (e per la prima volta ho pensato.. porcavacca che gnocco.. sarà alto 2metri) con una ragazza affianco che sembrava una drag queen, era tutta truccata e rifattissima
- man mano che passavano i giorni, scoprivamo quanto siamo diversi di mentalità noi italiani e i newyorkesi
- qualsiasi negozio, attività, ha un sito internet (quindi si stupiscono se vai a chiedere informazioni e non hai visitato il loro sito)
- ovunque vai.. stanno costruendo dei nuovi grattacieli
- i taxi e gli shuttle guidano come pazzi
- i semafori durano ore: anche perchè gli attraversamenti sono enormi
- le strade hanno marciapiedi giganteschi: sono quasi sempre vuoti
- ad Harlem, nel Malcom X Blvd. c’è più marciapiede che strada
- ho visto alla Tv che vendono dei kit per le donne per farsi il Pap test da sole: praticamente funziona in maniera simile a un test di gravidanza, solo che ti controlla virus/batteri e ti dice anche se hai delle infezioni o che: non sono riuscita a trovarlo … mi pento perchè penso a quanto pagherò il test a breve..
- molte medicine costano pochissimo, per esempio gli antiinfluenzali e le aspirine
- quando vedi un prezzo, è sempre esentasse: praticamente ogni volta che acquisti il negozio espone il prezzo della roba, poi quando paghi devi aggiungere le tasse: sono basse sui prodotti alimentari, più alte su elettronica, vestiti ecc. Però variano da stato a stato, da merce a merce. In generale siamo sul 15-18%, credo che sia un po’ come la nostra IVA
- quando mangia in un locale o al ristorante, devi sempre lasciare la mancia: 15% se è il servizio è buono, 18% se è molto buono, 20% se è superlativo (c’è scritto su alcuni scontrini). La mancia va tutta al cameriere, e vi farà un nuovo scontrino (perchè così mostra al padrone che quello che hai aggiunto è suo). In alcuni casi abbiamo visto che il cameriere scriveva l’importo della mancia su un libricino. In alcuni casi, però, i camerieri che fanno il conto si aggiungono tasse (quelle sempre) e una mancia fissa del 18% da soli (fastidioso soprattutto se non hanno fatto poi un granchè).
- New York è bella di giorno, dove vedi i grattacieli nella loro “enormità”, ma di notte è veramente bella… guardarla dall’alto (per esempio dall’empire), quando tutto, vi giuro tutto è illuminato… è mozzafiato…
- il periodo di Natale deve essere senza’altro il migliore: non tanto per i saldi (eheheh anche quelli fanno il loro) quanto per gli addobbi e l’atmosfera natalizia e festosa che si respira, tutte le strade hanno gli oddobbi del natale (angioletti, stelle di natale, palle di neve ecc.) e quasi tutti i parchi hanno un albero di natale gigante illuminato
- l’albero di Natale del Rockfeller Center è spettacolare, tutto circondato di addobbi natalizi… però mi è piaciuto molto di più l’albero illuminato che si vede sotto l’arco di trionfo a Washington Square Park
- a Washington Sq. park c’è la statua di Garibaldi
- a Central Park e in altri due parchi (non ricordo quali) c’è la statua di Colombo
- a Central Park è pieno di statue a dire il vero
- è impossibile pattinare sul ghiaccio, sia a central park che al rockfeller center. la coda è interminabile, e comunque le piste sono piccole! Nei film sembrano molto più grandi!
- se pattinare sul ghiaccio è il vostro sogno, potete provare a Bryant park, vicino alla New York public Library
- da Battery park al tramonto si gode una vista delle isole e della statua della libertà… impagabile…
- dalla passeggiata lungo Brooklyn si gode una vista di Lower Manhattan… stupenda (ci vanno anche le coppie di sposini a fare le foto!)
- per una vista “alternativa” del ponte di Brooklyn, prendete la metropolitana, linea NQBD
- sempre se andate a Brooklyn (vi consiglio di vedere la zona almeno dei Brooklyn Heights) visitate la bellissima Montague St, coi suo i mille negozietti carini, le case basse e ben tenute (anche nelle vie traverse), un negozo di fumetti e manga enorme, un negozio di liquori che piacerà agli appassionati… e molto altro…
- la zona più chic (dove abita Sarah Jessica parker) è Greenwich e l’East Village.. dove potete tra l’altro comprare le borse di Marc Jacobs a 68$. Li le case sono basse, in mattoni rossi per lo più, l’entrata signorile, i portoni elegantissimi, i negozi piccoli e graziosi. Molto meglio del fasto eccessivo e della freddezza dell’Upper East Side
- il negozio delle Manolo Blahnik è dietro al MoMA, vicino alla 7th Ave: le scarpe sono quasi uniche, il prezzo più basso è 545$ (con lo sconto 400$, più tasse). E’ un buco di negozio.. vi giuro che se fossi ricca le avrei prese tutte…. soprattutto i sandali in pelle…. maledetta febbre da Sex and the City!!

Se dovessi scegliere…
… un quartiere: Soho o Greenwich
… un ristorante: Grimaldi’s
… un cibo per strada: pretzel caldo o bagel farcito del Deli
… una bevanda: hot chocolate di Starbuck’s
… un negozio: Victoria’s secret
… un edificio: l’Empire o il Flatiron Building
… una cosa dolce: le jelly belly
… una via: Montague St o Fifth Ave o Beecker St
… un parco che non sia Central Park: Battery Park
… un ponte: Manhattan Bridge (non è scontato, secondo me è molto molto bello, anche più del Brooklyn, se lo ristrutturassero sarebbe un fiore)
… una linea della metro: la mitica C
… un autobus: il mitico M10
… una macchina: la Chrysler super mega accessioriata che pubblicizzano in Tv, a 20.000$
… una pubblicità: quella dei Taco Bell “honey i need something crunchy, chewy, cheesy and melty”
… un museo: Metropolitan o MoMA (ma è dura, tutti e 4 meritavano)
… un quadro: gli Olivi di Van Gogh (forse meglio della Notte Stellata) e uno di Kandinski tutto colorato al Guggenheim
… un’ opera d’arte moderna: una “cosa” enorme di Pollock al MoMA
… un’ opera d’arte contemporanea: i Monochrome jokes di Richard Prince al Guggenheim
… un video: “salve, sono Robert Redford, e vi guiderò nel viaggio nello spazio…” inizia così il video al planetario del museo di storia e scienze naturali, nella sezione spazio allestita dalla Nasa (dove c’è anche il Mars Rover e una collezione di foto dello spazio, dei pianeti.. stupenda)
… una città: New York



Zena
Dicembre 20, 2007, 10:57 am
Archiviato in: Amore, Cultura, Life, Pensieri, Viaggi

Questa mi e’ arrivata via mail…Genova è… l’aperitivo al Monumento, con la faccia abbronzata e l’espressione rilassata, dopo una giornata passata in spiaggia, con le infradito e i pantaloni di tela, una birra in mano con il sole che accarezza lo specchio di mare di Garibaldi davanti a noi e che poi lentamente scompare dietro i monti.
Alla fine incontri sempre qualcuno che conosci, anche quando proprio non vorresti vedere nessuno. A volte è persino quasi impossibile riuscire a raggiungere il bar ed altre volte invece aspetti che si faccia sera, seduto sul muretto sempre, settimana dopo settimana, nello stesso posto.
Genova è… noi abitudinari, con i nostri punti fermi, un po’ chiusi, un po’ introversi, un po’ diffidenti…
Non ci apriamo subito con chi non conosciamo, guardiamo a volte con sospetto chi arriva in mezzo a noi e non perché temiamo qualcosa ma forse perché amiamo le nostre certezze e tutto ciò che non conosciamo, almeno un po’, almeno all’inizio, ci intimidisce.
E rispettiamo gli spazi degli altri, non amiamo entrare a forza…
Genova è… il vittimismo, abbiamo sempre la certezza di essere in credito con la sorte, di aver subito un torto, di aver ottenuto meno di quanto pensiamo di meritare.
Genova è… noi con gli scooter, sempre, con qualunque tempo… quando piove, nelle nostre cerate gialle, impavidi tra gli spruzzi sollevati dagli autobus e le luci delle macchine in coda.
Ci infiliamo negli spazi, nelle piccole strettoie degli ingorghi ed arriviamo sempre là davanti, per primi al semaforo.
Vento, traffico, sole o pioggia, sappiamo che in un quarto d’ora arriveremo…
Non sempre rispettiamo le regole della strada, ma in fondo esiste un codice non scritto per quelli in moto, è concesso andare nelle corsie preferenziali degli autobus, superare a destra, posteggiare tra gli alberi e le macchine.
E quando siamo in scooter odiamo quelli in macchina che creano solo casino…
Genova è…la città che quando piove si paralizza… le macchine in seconda ed in terza fila delle mamme e dei papà davanti alle scuole, gli ingorghi del venerdì alle sei senza poi alcun reale motivo.
Le strade strette e ripide in cui guidiamo con disinvoltura, ci incrociamo a pochi millimetri con altre macchine senza il timore di toccarci e spesso senza neppure rallentare, come se ormai il nostro occhio fosse il più preciso degli ingegneri.
Con la patente presa qui possiamo non avere timore di guidare in nessun altro posto.
Noi che quando siamo in macchina odiamo quelli in scooter che si prendono precedenze che non hanno e si infilano in spazi troppo stretti per non essere guardati con sospetto…
Genova è… la focaccia calda, profumata, mangiata alle 4 del mattino dopo una notte fuori, oppure all’intervallo a scuola o sugli scogli quando la scuola decidi invece di saltarla… a casa a colazione il sabato mattina nel caffè -latte, o quella con la cipolla a pranzo, magari in spiaggia d’estate e solo i milanesi dicono sia pesante…
Genova è… la passeggiata di Nervi, bella, bellissima… le sue ringhiere azzurre, le panchine e le onde sugli scogli, incontri gente che corre, famiglie con il passeggino, fidanzati mano nella mano ed anziani che leggono il giornale, senegalesi che vendono originalissime imitazioni di borse ed occhiali firmati.
Puoi vedere tutta la costa ed in quegli scogli là sotto, il mare, è particolarmente blu.
Un angolo di paradiso che ci rilassa, ci rasserena, magari anche un venerdì sera in cui non si è fatto niente ed in cui ci si ritrova con gli amici a parlare, su una di quelle panchine…
E poi il roseto, che ci rende orgogliosi agli occhi di chi viene da fuori come se, almeno in parte, l’avessimo creato anche noi.
Genova è… Piazza delle Erbe ed i Carruggi, che non sono piccoli, stretti ed umidi, ma vivi, che hanno la storia della città tra le pietre, che portano il profumo delle antiche trattorie e del pesto fresco, che ci regalano un po’ di respiro nelle calde serate estive e che ci riparano dal vento in inverno.
Luogo non stabilito di ritrovo di tutti.
Genova è… bellissima anche d’inverno, quando le immagini in televisione mostrano la nebbia e la neve e noi ci affacciamo alla finestra e con il termometro a 8 gradi pensiamo -”Freddo stamattina!”- ed un sole soltanto un po’ più pallido di quello primaverile ci fa ritrovare in spiaggia, con il maglione e la crema solare…
Genova è… la Corsica vista nelle giornate più limpide…
Genova è… la Lanterna, insignificante agli occhi distratti dello straniero, splendida ed imponente ai nostri, che sempre la cercano guardando il porto.
Genova è… la sopraelevata, antiestetica per alcuni, scomoda e da tirare giù per altri… ma quando torniamo dopo giorni passati fuori, lei è lì ad accoglierci, come se ci stendesse il suo tappeto e ci introducesse di nuovo nella nostra vita ed è come se ci parlasse, mostrandoci i traghetti della Tirrenia, le navi della Costa, l’Expo ed il Bigo e dall’altra parte, quasi un altro angolo di mondo, i palazzi sulle alture, Principe, il Miramare, Sottoripa, via Gramsci e via Prè…
Genova è… un derby perenne, nelle parole, nei bar, nei campetti e nell’orgoglio di mostrare i propri colori, le sciarpe di lana d’inverno, le magliette d’estate, gli adesivi sui caschi ed una volta i bollini sulle targhe.
Il nervoso, la rabbia tra “cugini”, la gioia per le loro sconfitte e poi, i migliori amici, che sono sempre di fedi opposte…
Genova è… un’emozione quelle rare volte in cui cade la neve… il Monte Fasce che non sembra più nemmeno lui, le spiagge degli stabilimenti di Corso Italia imbiancate ed i bambini e forse ancor di più gli adulti che giocano come fossero in montagna…
Genova è… Bogliasco, Pieve e Sori… dove si conoscono tutti e puoi ancora trovare il piccolo Alimentari ed il Droghiere…
Genova è… il piacere delle trattorie, i tavoli di legno e le brocche di vino della casa, Traso e Sussisa, le trofie al pesto ed i pansoti al sugo di noce, i menù su semplici fogli di carta e la soddisfazione sul viso quando esci…
Genova è… le focaccette al formaggio in passeggiata a Recco, quella focaccia che tutta l’Italia ha provato ad imitare…
Genova è… i sabati pomeriggio in Via XX, i ragazzi tirati che fanno le vasche… Galleria Mazzini e via XV Aprile con i loro negozi un po’ più snob e quelli invece più a portata di tutti di Via San Luca, Piazza Soziglia e Piazza Banchi…
Genova è… la Cattedrale di San Lorenzo e quella bomba caduta inesplosa nella Seconda Guerra che ancora puoi ammirare e toccare con superstizione e timore all’interno…
Genova è… i sensi delle strade cambiati ogni sei mesi, le buche nell’asfalto coperte solo dopo che è caduto qualcuno, i perenni lavori e le pezze messe a coprire ancora più pericolose dei buchi.
Genova è… la Madonna della Guardia, a cui tutti, almeno una volta, abbiamo giurato di andare a piedi se quella certa cosa…
Genova è… il Righi di sera, dentro la macchina a cercare un po’ di intimità…
Genova è… troppo stretta per le nostre ambizioni, troppo antica, siamo contenti di poter andare via appena possibile ma già al di là dei Giovi ci sentiamo smarriti, come se ci avessero tolto di notte, all’improvviso, la nostra calda e sicura coperta, ci manca il mare, ci manca la sua riservatezza e non vediamo l’ora di poter tornare.
Genova è… il dialetto che ormai in pochissimi parlano… ma che quasi tutti capiscono.
Genova è… l’Aurelia con il sole in faccia, i riflessi del mare, le barche a vela, gli alberi fioriti e la serenità negli occhi.
Genova è… non è vero che siamo tirchi e non sopportiamo quando la gente ci identifica con questo luogo comune…a volte, siamo solo un po’ più oculati nelle spese…
Genova è… il Cristo degli abissi e le gite in barca, Portofino e Camogli, ancora più belle se viste dal largo.
Genova è… la città di Colombo e non importa se di qui se ne è andato e molti lo considerano più spagnolo… noi abbiamo la sua casa e che non si dica che non è autentica!
Genova è… la pausa pranzo fatta al mare, con il costume sotto la giacca e la cravatta.
Genova è… la fiera di Sant’Agata, i banchetti di Brignole a Natale, i fuochi di San Giovanni il 24 giugno e quelli di Recco…
Genova è… i suoi fortini, le passeggiate sui monti, le sagre dell’entroterra, le fave ed il salame di Sant’Olcese.
Genova è… il mare visto dalla mia finestra…

Cos’e’ per voi che ci vivete, o per voi che siete di passaggio?



Santa Lucia
Dicembre 13, 2007, 5:11 pm
Archiviato in: Cibo, Cultura, Life, Me, Religione, Varie

Oggi, non lo sapevo, e’ Santa Lucia, e un mio collega ha portato cibarie tipiche per festeggiare l’occasione. Infatti, sostiene che prima dell’avvento della tradizione natalizia dove Babbo Natale porta i doni al 25 dicembre, i doni li portava Santa Lucia il 13 dicembre, e quindi dalle sue parti (Modena) i regali si fanno in questa occasione. Per festeggiare ha portato la “spongata“, del torrone e delle arance, sostenendo che siano il cibo tipico per questo evento.

Che bello!! Non sapevo nulla di questa festivita’, ne’ che ci fosse una qualche tradizione ad essa associata! A Genova si festeggia l’8 di dicembre (in cui si fa solitamente un pranzo pre-natalizio, a base di specialita’ genovesi), giornata in cui si fa l’albero e si fa il presepe. O almeno, che io sappia dalle mie parti e’ cosi’! Btw, l’8 dicembre si inizia anche a fare l’olio (la raccolta delle olive), per tradizione, soprattutto nel ponente ligure.

Anyway, in sti giorni pre-natalizi qui si sta impazzendo! A parte l’agitazione e il mio stress per le varie scadenze, c’e’ un’aria festosa, la prossima settimana sono in programma cene feste pre-dinner aperitivi e anche due concerti di natale. L’atmosfera festosa mi piace ^_^

Tanto per farvi capire … vi invito a guardare questo filmatino che Alex (il francese) ha fatto per noi, scegliendo 4 “best smile” (tra cui la sottoscritta).



Redenzione TV: ovvero l’inferno su Rai 1
Novembre 29, 2007, 11:07 pm
Archiviato in: Cultura, Pensieri, Politica, Tv

Stasera sono rimasta incollata a Rai 1 per uno spettacolo meraviglioso. 3 ore di ininterrotto monologo di Benigni, con discussione sul V Canto della Divina Commedia. Nessuna interruzione pubblicitaria. Cultura, un pizzico di comicità e satira che non gusta, ed elogio all’italianità perduta, che forse non è perduta ma solo offuscata. Che sia l’inizio della redenzione televisiva????? Se ogni sera la Rai mi proponesse uno spettacolo del genere, sarei la prima a pagare il canone. Mi ha fatto pure dimenticare Anno Zero, ho giusto visto le vignette di Vauro durante l’unico (unico!!) break pubblicitario. Qualcuno sa quando faranno le altre (citate in extremis) 13 puntate?? Comunque.. complimenti a Benigni, a quelli della Rai che hanno deciso di produrre un tale spettacolo, in questi tempi dominati dal trash.

Ps: non mi sono data alla macchia, solo voglio ridurre la mia blog-addiction.