
Ultimi giorni all’insegna del devo tenere occupata la mente per non pensare. Il mio ferragosto è passato sereno a casa, o meglio sul terrazzo, di un mio amico, con altri amici, per un pranzo speciale a base di hamburger alla griglia e altre amenità proteiche. Tutto molto gustoso e me lo sono goduto in compagnia. Pomeriggio di cazzeggio, una partita a Trivial Genius nella quale ho mostrato la mia ignoranza, Guitar Hero II sull’Xbox. Nota dolente il tempo, ovviamente grigio, se ci fosse stato il sole era pronta la piscina! Cmq quel giorno mi ha tirato su di morale (w gli amici). Giorni seguenti di lavoro, una puntata in pausa pranzo a catturare un fugace picosecondo di sole, una nuotata in piscina sulla terrazza della Virgin (meno male che c’è quella). Una sera abbiamo visto 21 grammi: il peso dell’anima. Molto bello, bella la storia. Non particolarmente originale il fatto che sia un costante flashback, flashforward, insomma, scene nel tempo che si mischiano, ma l’intreccio nella storia delle 2 poi 3 famiglie è costruito bene. Citazione di un mio amico: “21 grammi… ma si, il peso del cuore umano”. LOL. Venerdi ho finito di vedere An inconvenient Truth, ma già si sa.

Sabato mattina partenza per il Friuli, alla volta di Udine, per andare a trovare il mio amore che si è temporaneamente (in senso lato, perchè non so quando finirà il temporaneamente) trasferito su per lavoro. Le 7 ore e passa di treno, che sembravano un macigno incombente sulla mia sanità mentale alla fine sono volate: nella prima tratta (genova - milano) ho viaggiato con una mia collega di neuroscienze (figata, ci siamo trovate per puro caso!), nella seconda e più lunga (milano - mestre) ho parlato tutto il tempo o quasi con una ragazza laureata in lettere e un bergamasco che mi ha esposto “la mia vita, la brianza, il lavoro e le vacanze” (non sono riuscita ad offrirgli un caffè alla stazione di mestre perchè avevamo 2 coincidenze diverse, peccato, spero che se la stia godendo in montagna), nella terza tratta, dopo ritardi sparsi e coincidenze mancate, ho preso il primo treno per Udine, e idillio e immensa gioia aveva la corrente per il laptop (ho lavorato 1 oretta benissimo), le poltrone erano in pelle scura, tutto era pulito, e il cameriere ti offriva il caffè…. ma era anche un treno speciale Mozart-Strauss-Beethoven-e-chi-altri per cui ho dovuto pagare 16 euro di supplemento, ma il ferroviere mi ha lasciato in prima classe (così ho lavorato tranquilla al computer). Detto ciò, a Udine è venuta a prendermi in stazione una delle mie migliori amiche! Che era su nell’udinese col fidanzato, e che ho messaggiato per caso, pensando che fosse già tornata a casa. In realtà era ancora su, e quel giorno andava giusto ad Udine (ah, le coincidenze! che bella la vita!). Insomma, ero contentissima di vederla, mi ha fatto vedere le foto delle sue ferie friulane (che belli i laghi di Fusine), purtroppo è dovuta andare via presto però la parentesi con lei, il fidanzato, il papà del fidanzato e sua zia è stata una piccola chicca, ero veramente felice. Abbiamo visitato il castello di Udine: panorama sulle montagne mozzafiato, m’è venuta una voglia di vederle! Due simpatici tizi hanno attaccato bottone e ci hanno un po’ spiegato di quei monti, alcuni friulani, alcuni sloveni. Mi hanno anche simpaticamente detto che il mio ragazzo lo vedrò sempre meno (a menzionare l’azienda di Paolo tutti dicono “ahahahahah ma lo sai che sarà sempre in trasferta e non lo vedrai mai più? perchè la domenica si è libera.. ma per il lavoro”.. con questo se ero un po’ triste mi hanno dato il colpetto di grazia. Ma poi li parlano solo di quell’azienda.. mah…come se a Udine e dintorni tutti lavorassero solo li…). Cmq, dopo l’aperitivo a base di Spritz, i saluti alla Caro, e una sosta al centro turistico (la mitica “i”) mi sono girata il centro di Udine, cartina alla mano. Finalmente è arrivato Paolo, e ce la siamo girata in due
fermandoci anche per una sosta alla palestra di roccia gratuita in un negozio di sport. Cena tipica udinese alla Ghiacciaia (un posto carinissimo, si mangia su un terrazzino su un torrente, romantico…): paglia e fieno al San Daniele (sbaaav buonissimo) e frico con la polenta (potete tranquillamente evitarlo: è una botta allo stomaco, e non è per nulla gustoso). Serata tranquilla in albergo, povero Paolo, è stanchissimo! Il giorno dopo è andato a lavorare, e invece io me la sono presa comoda. Ho fatto colazione in albergo, mi sono letta ben due quotidiani a gratis nel salone dell’albergo, cullata da Mtv su un mega-maxi-schermo HDTV (sarebbe piaciuto a Licantrop0), e sbivaccata sui divani in pelle iper-soffici. Dopo mezz’ora di attività neuronale inesistente, sono salita in camera e ho lavorato al laptop, di fila fino alle 14, concedendomi qualche distrazione ogni tanto per seguire un film strappalacrime su canale 5, dove Kevin Costner moriva gloriosamente, e suo figlio Frodo (siii Frodo da piccolo) salvava la vita a un coetaneo. Poi nel pomeriggio è arrivato Paolo, e siamo andati a visitare Trieste: una piccola Genova! E’ molto bella, era pure vuota. Anche li, seguendo le mappe della mitica “i”, ce la siamo girata a piedi, visitando il Canal Grande, la Piazza Unità d’Italia (stupenda), San Giusto, i vari monumenti ai caduti, il teatro romano e le chiese ortodosse. Poi il lungomare, il Miramare. Non siamo riusciti a mangiare qualcosa di tipico e locale perchè era tutto chiuso, alla fine l’unico locale aperto era una pizzeria napoletana, dove abbiamo mangiato una pizza buonissima, con una bufala degna di menzione. Serata romanticissima e tranquilla e anche un po’ triste, in vista del mattino seguente. Mi ha accompagnato alla stazione prima di andare al lavoro; meno male quasi che non si è potuto fermare, altrimenti sarei scoppiata in un diluvio.. non sono brava negli addii e negli arrivederci, mi commuovo sempre, e poi dopo 2 giorni insieme.. non avete idea. Vi sembrerò scema, ma è la prima volta che stiamo così lontani, che ci sentiamo e vedimo poco. Se fosse in vacanza coi suoi amici, se si divertisse sarei felic,e invece sapere che è su da solo che lavora e si fa il mazzo… non so, mi mette tristezza, vorrei stargli vicino quelle due orette la sera, invece siamo lontani.. che brutto! Vabbè, mi ci abituerò, in fondo tanti miei amici e colleghi ce l’hanno fatta con queste storie a distanza, ce la faremo anche noi. Io non vedo l’ora che arrivi il momento che ci rivediamo, conterò giorni, ore… oddio, mi sembra di essere tornata al liceo quando segnavo sul diario i giorni che mancavano all’appuntamento col ragazzo dei tempi O_O Eppure i mia sorella mi dice “ma ci stai da 5 anni, perchè patisci così tanto?” .. e io che ne so? Sono innamorata, che devo dirti! Cmq.. il rientro è stato all’insegna della malinconia, della tristezza, ma anche dei mille pensieri arruffati, come un gomitolo di lana trastullato da un gatto. Ci si mette anche il tempo, piove a dirotto, e fa freddo. Io sono metereopatica, e mi deprimo ancora di più. Domani vado al lavoro, non ho scarpe da acqua ma solo sandali (urge shopping), e cercherò di impegnarmi al massimo per non pensare. Ho provato a chiamare la dietologa ma non risponde (sarà ancora in vacanza, mannaggia). Mi butterò sulla Virgin, se non altro sull’area relax…

Mi tirano su le note di Modugno:
la lontananza sai è come il vento
spegne i fuochi piccoli
accende quelli grandi
io sono già in emergenza 115….