
Il 12 maggio c’e’ stato il Family Day a Roma. Una manifestazione che ha coinvolto milioni di persone, che ha suscitato polemiche, che ha generato ulteriori spaccature nel centro-sinistra (il “Vorrei ma non posso” di Rutelli, il “Lo rifarei” sui Dico della Bindi, il “giammai” della Bonino, il veto di Mussi, il nulla di Prodi), e ha pure avuto il merito di far nascere in Piazza Navona una manifestazione anti-family-day e pro-laicita’.
Che dire? Nonostante sia laica, e sia convinta sempre di piu’ che lo stato debba essere esclusivamente laico (lo stanno ribadendo in questi giorni milioni di Turchi a Smirne - orgoglio laico), e sia convinta che lo stato debba garantire pieni diritti di costituzione di stato familiare anche ai gay, NON condivido la polemica verso questo family day. Perche’ e’ stato organizzato sicuramente da frange cattoliche, ma e’ un evento che riguarda tutti, non solo i cattolici. Famiglia naturale, famiglia di fatto, famiglia fuori dall’ordinario… sempre famiglia e’.
– La polemica –

Lo stato italiano si fonda sul lavoro e sulla famiglia. Peccato che l’ordinamento attuale non aiuti per nulla la famiglia. E non solo, non favorisce la nascita di nuove famiglie. Perche’ un bambino costa, e tanto. Costa in termini di tempo, perche’ ha bisogno di essere costantemente seguito da almeno un genitore; costa in termini economici, perche’ ha bisogno di cambiarsi continuamente pannolini, di andare dal pediatra per essere controllato, ha bisogno sovente di latte artificiale, di alimenti per l’infanzia, di giocattoli, di vestiti piccolissimi, piccoli, medi, e sempre piu’ grandi. Poi le carrozzine, i lettini e le altre mille cose dei bambini. E lo stato che fa? Nessuna sovvenzione alle coppie giovani per i bambini. Era stato dato un “premio” (mi sembra 1000 euro) ai tempi del governo Berlusconi, quindi un paio di anni fa, ma il nuovo governo non ha rinnovato l’iniziativa. Nessuna agevolazione per l’acquisto di pannolini, cibo, o altre cose. Nessuna agevolazione verso le mamme lavoratrici (si c’e’ la maternita’, ma vogliamo parlare di quelle che lavorano nei call center, dei contratti co.co.co, dei contratti a progetto? la maternita’ te la puoi permettere se sei a tempo indeterminato, ma quante donne sotto i 30 sono a tempo indeterminato??). Nessun aiuto concreto riguardo ai nido e agli asili. I posti sono limitati, per lo piu’ riservati ai casi “cronici” o agli extracomunitari (provate a dire che non e’ cosi’); esistono asili privati, ma anche li i posti sono limitatissimi, e cmq le rette sono da capogiro, certamente non affordabili per una famiglia media. E quando il bambino cresce? Ai genitori conviene convivere e intestare i figli solamente a uno dei due. Sgravi fiscali a non finire per le tasse, per le deduzioni, per la scuola, per le attivita’ extra. L’universita’ viene a costare come minimo la meta’ (le tasse universitarie sono calcolate sul reddito familiare, ma se risulta il figlio a carico di un solo genitore…).

Invece di pensare ai problemi delle famiglie con figli, l’attenzione dei media e del mondo politico delle piazze (quello dei comizi, degli scioperi, della lotta di classe) si concentra solo sui conviventi e sui gay. Perche’? Esiste il matrimonio civile; dove civile indica del cittadino, laico, statale. Quello e’ per tutti. Non vedo il perche’ della polemica, se due gay facessero appello alla CC o al TAR o a qualche organo giudiziario onesto, non contaminato, sicuramente otterrebbero il matrimonio civile. La polemica dei cattolici e’ infondata, perche’ l’unione civile gay non compromette la famiglia cristiana padre+madre+figli, non compromette il matrimonio in chiesa in vestito bianco, la cerimonia solenne che tanto piace alle vecchie generazioni. E riguardo ai conviventi?? Innanzitutto anche per loro esiste il matrimonio civile. Vuoi diritti? Ti sposi civilmente, vai in Comune a dire “Noi siamo famiglia”. Non c’e’ bisogno di cerimonie sfarzose, di vestiti bianchi: due firme, ed e’ fatta. Se il problema dei conviventi e’ che uno dei due o entrambi i conviventi attendono la risoluzione di un matrimonio precedente, allora e’ un problema giudiziario: bisogna accelerare i tempi delle pratiche di separazione e divorzio.
Tutto questo per dire alla nostra classe politica: invece di fare casino in piazza, fate qualcosa! Un briciolo di qualcosa di quello che avete promesso alle elezioni, date il contentino a chi vi ha votato aspettandosi dei cambiamenti, e comprensione e aiuto per le situazioni difficili. Io da questa sinistra, e da gente come Rutelli con 4 figli, mi aspettavo una serie di iniziative a supporto della famiglia, e in particolare dei giovani che hanno voglia di metter su famiglia, e non possono, o lo trovano estremamente difficile. Mi aspettavo dei cambiamenti che non sono ancora venuti. Mi aspettavo che questo governo riconoscesse ai gay il diritto di essere felici, di sposarsi in comune. Mi aspettavo bonus e aiuti a chi mette al mondo bambini, agevolazioni per chi non puo’ farne e li adotta. Invece… come al solito… il nulla.