l’oblio di arwen_h


Impressioni di settembre
Marzo 4, 2008, 10:42 pm
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Quante gocce di rugiada intorno a me
cerco il sole, ma non c’è.
Dorme ancora la campagna, forse no,
è sveglia, mi guarda, non so.
Già l’odor di terra, odor di grano
sale adagio verso me,
e la vita nel mio petto batte piano,
respiro la nebbia, penso a te.
Quanto verde tutto intorno, e ancor più in là
sembra quasi un mare d’erba,
e leggero il mio pensiero vola e va
ho quasi paura che si perda…
Un cavallo tende il collo verso il prato
resta fermo come me.
Faccio un passo, lui mi vede, è già fuggito
respiro la nebbia, penso a te.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono un uomo, un uomo in cerca di se stesso.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono solo, solo il suono del mio passo.
e intanto il sole tra la nebbia filtra già
il giorno come sempre sarà.



Yökull, Islanda
Febbraio 20, 2008, 1:42 pm
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In Sneffels Yoculis craterem kem delibat umbra Scartaris Julii intra calendas descende, audas viator, et terrestre centrum attinges. kod feci. Arne Saknussem

(Nel cratere Yökull dello Snæffels che l’ombra dello Scartaris tocca alle calende di luglio, scendi, coraggioso viaggiatore, e raggiungerai il centro della terra. Ciò che feci. Arne Saknussem).

Se penso all’Islanda non mi viene in mente l’isola, il ghiacco, la terra vichinga, o il fatto che secoli fa fosse rinomata per la produzione vinicola. Penso subito a “Viaggio al centro della terra”… Eppure l’Islanda e’ un paese meraviglioso, unico. Geologicamente parlando, mare montagne, colline, vulcani. La flora e la fauna sono uniche. Ci sono dei percorsi di trekking affascinanti, come il Landmannalaugar, che permette di assaporare le meraviglie geologiche dell’isola. Fiordi, laghi, lagune glaciali… Ma pensavate che questo post fosse sulle meraviglie islandesi?? Sbagliato, mi sono fatta prendere dall’ultima follia collettiva dei bloggers, quindi colgo l’hint di Nausicaa, che mi coinvolge nella catena di Oscar Ferrari (altro folle!). Vorrei far notare che e’ la prima catena che seguo (Nausicaa lo faccio x te).

Regola: Bisogna andare nella Top Posts di WP in lingua islandese e scegliere tre blog, tra post o il viso (i blogger islandesi mettono quasi sempre una loro foto come avatar) che più vi piace e lasciare un commento, rigorosamente in italiano o nel proprio dialetto. Si può scrivere qualunque cosa. Si ripete la procedura per i tre blog scelti. Si linkano in fondo al post, e si nominano 5 bloggers che devono continuare la catena.

I 3 blog scelti:

1. Bumbulina
2. Ladydre
3. Bokabloggid

Motivazioni: Bumbulina perche’ intanto il nome e’ autoesplicativo, secondo perche’ ho pescato a caso questo post che credo spieghi la ricetta di qualcosa di Messicano, e non potevo tralasciarlo visto la mia passione culinaria. Terzo perche’ ha una facciona buffissima!! Deve essere una simpaticona :) Ladydre: nessun motivo in particolare, ha un bell’header, e mi piaceva il post “anti-feministi”. Bokabloggid deve essere un blog diun invasato amante dei libri.. per cui andiamo a nozze. Poi gli piace (credo) la Metamorfosi di Kafka.

Le mie nomination:

DarkWillow, WhiteBlueBell, EnricoSpeedsUp, aghost e Kucciola81.



Lindy’s joke
Gennaio 23, 2008, 5:13 pm
Archiviato in: Humor, Pensieri, Viaggi

Drunk (leaving Lindy’s): Hey doorman, call me a cab, willya?
Admiral Nimitz (who was standing nearby): My good man, I’m not a doorman, I’m an Admiral!

Drunk: Alrighty, call me a boat, I gotta get home.”

La magia di posti come Lindy’s.. freddure inglesi mentre mangi la cheesecake, guardi una partita NFL, ti gusti la cioccolata calda mentre fuori sei a -10… aaaah (sospiro). Avrei voglia di bagel con la marmellata d’uva (grape jelly), o di fragole (strawberry jelly), e di una hot choco di Starbucks. E ho tanta voglia di una certa persona…

Per compensare questa mancanza, dopo aver visto “Il castello errante di Howl” (grazie a Ryo), ho deciso di scoppiarmi tutti gli anime di Miyazaki. Bello bello bello. Gia’ con questo ho pianto come una fontana, vedremo i prossimi ^^



Richard Prince
Gennaio 21, 2008, 2:19 pm
Archiviato in: Cultura, Me, Viaggi

Al Guggenheim di New York l’esposizione dei quadri e delle fotografie di Richard Prince e’ quella che mi ha colpito di piu’. Premetto che di arte moderna non so nulla, mi fermo al primo novecento, so qualcosina sull’astratta perche’ ho letto la tesi di una mia amica che si e’ laureata all’Accademia di Belle Arti parlando di Pollock, Fontana ecc.. ma dire che ne so qualcosa e’ gia’ esagerato. Meno che mai so della contemporanea. Eppure i monochrome jokes mi sono piaciuti tantissimo, non li avevo mai visti, e mai avevo sentito parlare di Prince. Ebbene, e’ un artista contemporaneo famosissimo (beata la mia ignoranza) ed ha pure firmato una linea di borse per Marc Jacobs (eheheh questo lo conoscevo bene.. due bellissime shopping bags in pelle comprate nel suo negozietto di Greenwich) e Louis Vuitton!

Ad ogni modo .. eccovi qualche monochrome joke. (nota: i migliori non riesco a trovarli su internet). Vi sembreranno “buffi”, fate conto che sono quadri enormi, svariati metri. Ben illuminati, sono impressionanti. Mi sono piaciuti.. non che dire.



Telefonate dall’estero con Tim… e fatevi truffare come me
Gennaio 11, 2008, 12:06 am
Archiviato in: Life, Media, Tecnologia, Viaggi

Sono stata 1 settimana negli USA. Sono partita che nel cell. avevo più di 20 euro. Mi hanno dovuto fare una ricarica da 50 euro mentre ero là, e una da 10 prima di partire perchè non potevo neanche mandare un messaggio per avvertire sul ritardo o meno dlel’aereo. Come spendere 70 euro in telefonate???? Me lo sono chiesta anche io… oggi guardo il traffico Tim sulla mia scheda personale.. surprise! Premetto che ho un vecchissimo contratto TimTribu, per cui gli sms verso i TimTribu li pago 1 cent, e 1 cent al minuto le telefonate verso gli stessi.. solo qui in Italia, ma visto che vivo tra mail e messenger di cellulare in genere non spendo niente. Non pensavo che per due minuti di telefonate tra Tim di cui uno all’estero si potessero pagare 8 euro.

Ecco un estratto del mio traffico:
Durata - Costo €
00:00:39 - 2.00 (fonia effettuata)
00:03:25 - 5.96 (fonia ricevuta)
00:01:06 - 4.00 (fonia effettuata)
00:03:05 - 8.00 (fonia effettuata)
00:02:59 - 4.51 (fonia ricevuta)
00:01:37 - 4.00 (fonia effettuata)
00:02:13 - 6.00 (fonia effettuata)

Bene vediamo se questi dati hanno senso. Intanto se vi chiedete perchè telefonate da 3 minuti, è perchè i miei mi chiamano continuamente per sapere se sto bene, se c’erano terroristi sull’aereo, se c’erano veramente -10gradi, ecc. Mi sembra strano però che la fonia in entrata me la facciamo pagare a peso d’oro. Quelli che viaggiano per lavoro e vengono chiamati dai clienti come fanno?? Conto aperto con la Tim??? Intanto il costo degli SMS è lievitato spaventosamente… 49 volte tanto quello che pago in Italia: 0.49 € per un SMS. Cmq per le chiamate, sul sito della Tim, c’è scritto che se chiami all’estero, zona USA-Canada, la massima tariffa possibile è 30,99 cent di scatto alla risposta + 55,78 cent al minuto.

Rifacciamo due calcoli… ad esempio per la prima telefonata:
Durata: 00:00:39
Importo pagato: 2.00 €
Importo che avrei dovuto pagare: 30,99c + 39/60 * 55,78c = 0.67 €

E notare, lo scatto alla risposta dura 5 secondi di telefonata, quindi avrei dovuto fare 34/60. Ma abbondiamo. 67 centesimi invece di 2 euro.

Ed ecco il resto degli importi.

Durata - Costo € pagato - Costo calcolato secondo il sito Tim (scatto alla risposta + tariffa al minuto)
00:03:25 - 5.96 € - 30,99c + 205/60 * 55,78c = 2.22 €
00:01:06 - 4.00 € - 30,99c + 66/60 * 55,78c = 0.92 €
00:03:05 - 8.00 € - 30,99 + 185/60 * 55,78c = 2.03 €
00:02:59 - 4.51 € - 30,99 + 179/60 * 55,78c = 1.97 €
00:01:37 - 4.00 € - 30,99 + 97/60 * 55,78c = 1.21 €
00:02:13 - 6.00 € - 30,99 + 133/60 * 55,78c = 1.55 €

Ora vi prego … qualcuno è in grado di spiegarmi perchè pago in certi casi 4 volte tanto la tariffa dichiarata? Grazie.



New York, New York
Gennaio 9, 2008, 1:49 am
Archiviato in: Amore, Cultura, Me, Viaggi

Buon anno a tutti, inauguro il 2008 con un post dedicato interamente a una delle vacanze più belle che abbia mai fatto… bella perchè sono stata 8 giorni col mio amore, e perchè siamo stati in una delle città più belle del mondo… la città che volevo vedere da anni, che desideravo vedere ardentemente sotto il periodo natalizio, la città di Sex and the City, dei grattacieli, dei film, del divertimento, dello shopping, dei musei, dei parchi… The City, Gotham City, The Big Apple.

8 giorni intensissimi, volati via. Siamo arrivati il 29 nel pieno della notte, dopo aver perso 1 ora e più all’aeroporto per il visto per gli USA.. durante il quale si è schedati, fotografati, vengono prese le impronte digitali, e bisogna dichiarare che si viaggia per turismo, e compilare due stupidi foglietti nei quali si dichiara “non sono un terrorista, comunista, nazista, islamico, non sono stato a contatto con gente di quel genere, non porto con me armi di distruzione di massa, non porto carne cruda, batteri, nè sono stato a contatto con materiale deperibile” ecc. ecc. Bello cmq l’aeroporto di Newark, bianchissimo, illuminatissimo, mentre fai la coda c’è la televisione grande quanto un cinema che intrattiene (c’era una partita di football e Paolo era esaltatissimo). Newark è nel New Jersey, 1 ora da Manhattan, ma arrivare all’hotel non è un problema: taxi, limousine (69 $) e shuttle(20 $). Noi con lo shuttle ci abbiamo messo 1 oretta, e ci siamo visti Lower Manhattan perchè il guidatore ci ha portato a vedere -subito- Ground Zero. Ostello spettacolare (anzi ve lo consiglio, Jazz on The Park, sulla 103th W, all’incrocio con Central Park West.. e non è poco!!): assolutamente diverso da un ostello qualsiasi, la nostra camera (doppia con bagno) era grossa, ben arredata stile Friends (con il muro di mattoni rossi!) e una Tv LCD grossa con duemila canali. Non c’è da stupirsi… in America, o cmq a New York, ogni locale, Deli (alimentari-minimarket), ristorante, e ovunque per strada ci sono televisioni.

Il giorno dopo: Philadelphia, detta Phillie, o anche the city of brotherly love. Intanto per andarci abbiamo preso un comodissimo pullman da Penn Station (34th St) e abbiamo speso 25$ A/R. Molto meglio del treno che ci mette 1 ora, e 1 corsa sola costa 80$. Ci vuole 1 oretta e mezzo circa, ma è un’esperienza perchè si prende l’autostrada, che attraversa New Jersey e Pennsylvania, tra zone industriali, pianure, coltivazioni, quartieri residenziali alla Desperate Housewives (casette con giardinetto). Ah, l’autostrada ovviamente ha 4 corsie, e 2 corsie di emergenza ^^ e le macchine sono tutte SUV o berline iper lussuose.. non abbiamo MAI visto un’utilitaria o una macchina “piccola”, la più piccola che abbiamo visto era uno dei nuovi maggioloni, giallo, probabilmente di moda. Non ci sono neanche moto o motorini, a parte un paio di Harley Davidsons. Philadelphia è bellissima: è circondata da una zona industriale enorme, poi (in senso concentrico) c’è la parte residenziale, con quartieri belli e meno belli, e poi il centro, che è un misto di grattacieli e di edifici “storici”, come l’Indipendence Hall. C’è il cosiddetto miglio quadrato più storico d’America, perchè nella zona storica ci sono tutti musei ed esposizioni di oggetti legati alla storia degli USA, la Dichiarazione di Indipendenza, la Liberty Bell, ecc. Dopo un breve giro nel centro, siamo andati allo stadio, al Lincoln Financial Field… mamma mia, stadio enorme, e la partita di football vi assicuro è un’esperienza! Praticamente per loro è uno spettacolo per famiglie. Gli americani mangiano e bevono di continuo durante la partita (infatti lo stadio non è mai pieno, è un contonuo via vai di persone dagli spalti al retro, che è pieno di fast food, ristori ecc.). Ci sono 4 megaschermi che fanno vedere il rallenty di ogni azione, e nelle pause fanno vedere la pubblicità e.. udite udite… i vincitori! Si, perchè ogni 15 minuti vengono estratti a sorte degli spettatori dal pubblico (per n. settore, n. fila, n. posto), che vincono dei premi assurdi, dagli sponsor… tipo un viaggio in aereo, una fornitura di benzina per 1 anno, 1 pizza Hut, delle magliette o merchandise della squadra locale… insomma un po’ di tutto. Quando la squadra locale (Philadelphia Eagles) faceva touch down (equivalente di goal nel calcio.. più o meno…) partiva l’inno della squadra , la fightsong, (bellissimo!!!) e facevano pure i fuochi d’artificio!! Riguardo alla sicurezza e al tifo.. tutti molto “seri”, nel senso che non si sentono grandi cori, la gente è tranquilla, si vuole godere lo spettacolo, se qualcuno alza la voce o fa casino, o è mezzo brillo (cosa che è successa) arrivano subito 4 omoni della security, tipicamente neri, e lo portano via, e per lui lo spettacolo è finito. Le uniche parolaccie che abbiamo sentito erano “Booouuuu Bills sucks!” e “Assholes!”. Quando l’arbitro ha dato torto agli Eagles (che in realtà avevano ragione clamorosamente) c’è stato un po’ di malcontento, urla “noooo” e fine.

I giorni successivi sono stati dedicati tutti a New York….a dire il vero a parte una puntata a Brooklyn abbiamo visto solo Manhattan, e sicuramente non siamo riusciti a vedere tutto quanto ha da offrire questa città. Il Bronx e il Queens erano troppo grossi, e le isole (Coney Island, Ellis Island ecc.) troppo lontane, e comuqnue non c’era tempo per vedere tutto, e ci siamo concentrati di più su Manhattan. Intanto si può dire che Manhattan è divisa in 4 zone principali: a nord c’è Harlem, poi la fascia di Central Park, che divide l’Upper East Side dall’ Upper West Side, poi la zona immeditamente sotto central park, Midtown Manhattan, dove si trovano i primi grattacieli (l’Empire, il Chrysler, i Rockfeller, il McGrawHill) e una quantità indefinibile di attrazioni nel cosiddetto Theater District, Flatiron District, poi una zona centrale, dove i grattacieli sono più bassi, e si trova una serie di quartieri bellissimi, tipici, e tra loro abbastanza differenti (Hell’s Kitchen, Soho, Noho, Little Italy, Nolita, Chinatown, Tribeca, Greenwich etc.) e infine Lower Manhattan, con il cosiddetto Financial District, dove svettano grattacieli a specchio circondati dalle vecchie case in stile coloniale. L’orientamento è semplice: a parte Greenwich, dove le strade sono diagonali (in una zona circoscritta comuqnue) tutte le avenue sono verticali (nord-sud) e le street sono orizzontali (ovest-est). I nomi delle strade di Manhattan sono “numeri”, nel senso che si parte dalla 1st, 2nd, 3rd, 4th… in poi. Tranne in alcune zone, tipo Lower Manhattan, dove le strade hanno anche dei nomi (es: Spring St, bellissima tra l’altro), e ad Harlem dove hanno anche il nome di importanti persone che hanno aiutato nella questione razziale (Clayton Powell, Malcom X..). A Brooklyn le strade hanno il nome. Con il metodo dei numeri è molto facile orientarsi. Stessa cosa con la metro: le linee sono per lo più verticali, quindi si va uptown (verso il nord) o downtown (verso il sud). Ah ovviamente nord e sud “della cartina”, dell’isola di Manhattan, diciamo nord e sud “cittadini” (quelli geografici sono leggermente diversi).

Parlare di New york…. non so da dove cominciare … c’è parecchio da dire su ogni quartiere, immaginatevi che da una fermata all’altra della metropolitana il paesaggio può cambiare completamente… potete trovarvi in una via iper modaiola tipo Fifth Avenue, piena di hotel lussuosissimi (Hilton), e due avenue dopo, sulla Lexington, trovarvi immersi in supermercati, alimentari (i Deli.. tipo quello di Abu dei Simpson), parrucchieri e ciabattini, negozi di una volta, sembra di essere negli anni 50. Prima di elencarvi i giri che abbiamo fatto, vi dico che abbiamo seguito la guida della Lonely Planet, che è fatta benissimo e ha tutte le mappe e cartine che possono servirvi, e ha una sezione con degli itinerari consigliati, illustrati molto bene. Vi dice chi abita dove, le strade più belle, i quartieri “storici”, i posti che hanno avuto o hanno un significato, i cosiddetti “city landmarks“. Praticamente abbiamo fatto tutti gli itinerari della guida (tranne New York in bicicletta e il giro dei locali notturni di Williamsburg)… poi come consigliato ci siamo un po’ lasciati trasportare dalla città, alla scoperta di quartieri e zone inesplorate, un po’ dal caso, un po’ dalla fortuna. Quindi non so quanto senso possa avere scrivervi il dettaglio delle giornate a NY… se dovessi consigliarvi qualcosa.. vi direi di prendere la guida, oppure di girarla a caso. Se aveste domande specifiche.. vi risponderò nei commenti ^^

Voglio però chiudere il post (già lungo di per sè) con un elenco di osservazioni su NY e sugli americani (per quel poco che ho visto):
- per strada ogni 10 metri c’è almeno una bandiera degli Stati Uniti
- negli edifici pubblici deve esserci una o meglio più bandiere degli Stati Uniti, e se c’è una sola bandiera, allora questa è enorme e sventola tutto il tempo
- le bandiere sono curatissime, pulite, sfavillanti
- nei locali, nei pub, nei fast food, la pulizia non è primaria
- le norme igieniche lasciano parecchio a desiderare
- il McDonald di Times Square è il locale più pulito che abbiamo visto, a parte i ristoranti (quelli sono puliti, am son ristoranti).. vorrei farvi notare che il fatto che il Mac sia il più pulito vi lascia intendere la situazione..
- l’80% degli americani che abbiamo incontrato era sovrappeso, e di questi molti erano parecchio sovrappeso, proprio ciccioni e molti obesi
- alla Tv parlano continuamente di fare la dieta, mangiar sano: il tipico programma dice “è meglio mangiare un panino con il bacon e il maiale fritto oppure un panino con del tacchino grigliato e del cheddar?”
- il menu weight watchers nei fast food dovrebbe essere quello per chi fa la dieta: ma se prendi il panino col pollo grigliato, ti mettono dentro 1 petto di pollo intero (o quasi, il mio sarà stato almeno 4 etti)
- un giorno nella carrozza della metro eravamo i più magri, tutti erano ciccioni, e molti facevano fatica a respirare… è pazzesco..
- ci credo che in america l’obesità è un problema: basta vedere il cibo e soprattutto le bibite che bevono.. per non parlare dell’infarto.. mangiano troppa carne e pochissime verdure e frutta… almeno quello che ho visto.. poi non so a casa, ma se la media infarti a 50 anni è così alta un motivo ci sarà..
- gli americani mangiano a qualsiasi ora
- mangiare sano è un’impresa (a meno che non si vada al ristorante, dove si trovano piatti sani ma si pagano cifre considerevoli)
- la frutta e la verdura la vendono solo i Deli, con la scritta “natural” (perchè dovrebbe secondo loro essere cibo naturale).. peccato che sia frutta OGM riempita di non so che.. le mele sono tutte uguali e sembrano di plastica, tanto per dire, tutta la frutta e la verdura che ho visto sembrava finta
- la frutta e la verdura non si compra “al kilo” ma “a pezzo”: 1 mela 95cent
- a colazione molti mangiano cheeseburger e patatine, e ho visto mangiare del pollo fritto (intero)
- la colazione tipica newyorkese è caffè o cappuccino o simile, e bagel, con crema al formaggio o burro e marmellata (strawberry jelly o grape jelly, buonissima)
- la dimensione di qualsiasi cosa sia commestibile è americana: ovvero ENORME
- non esistono barattoli di yogurt da 125ml: il minimo che ho trovato è 500ml o giu di li
- un bagel farcito al Deli nel West Side costa 1$
- un cheeseburger enorme farcitissimo al Deli nel West Side costa 2.5$
- se prendi solo cheeseburger senza patatine fritte quasi si offendono
- una ciambella farcitissima ad Harlem per strada costa 50cent
- una fetta gigante di marble loaf (torta marmorizzata, quella vaniglia/cioccolata) ad Harlem per strada costa 1$
- sulla Fifth Avenue, un pretzel caldo gigante costa 1 o 2$
- sempre sulla Fifth, una bottiglietta d’acqua (Aquafina o Poland Spring) costa 2$
- un hot dog costa intorno ai 2$
- a dire il vero, sulla Fifth o nei dintorni quasi tutto quello che compri ai baracchini costa 2$ (ma le porzioni sono gigantesche)
- i panini del McDonald sono enormi, e il menu costa meno che qui (in $, quindi ancor meno in €)
- 1 doppio cheeseburger costa 1$
- tutte le bibite, anche le stesse che abbiamo qui, hanno un sapore diverso, e sono dolci almeno il doppio (la Pepsi è imbevibile.. e io adoro la Pepsi)
- l’acqua costa più della coca cola (o uguale)
- se chiedi acqua al tavolo, portano quella del rubinetto: e non si paga
- se chiedi acqua minerale al tavolo, portano l’evian o la san pellegrino, e si paga una fortuna (tipo 3.75$ la bottiglietta di vetro da 50cl)
- a new york, quasi ovunque, ad ogni incrocio c’è qualcuno che vende da mangiare, e c’è un insopportabile odore di cibo persistente nell’aria, al quale mi sono abituata due giorni dopo (forse ero assuefatta)
- i gelati sono uguali ai nostri, ma 10 volte più dolci e pesanti
- per mangiare italiano (buono) non andate da Sbarro, piuttosto cercatevi dei ristorantini un po’ fuori mano, ma meritevolissimi, come Pappardella, sulla Columbus Ave dietro al Museo di Storia Naturale: li ho mangiato le mezze penne Barilla, AL DENTE, con un sugo di pomodoro e mozzarella fresca a dadini, veramente tutto buonissimo. il loro sugo di pomodoro (cosa che ho notato anche da Grimaldi’s) non è passata, ma lo fanno con i pomodori freschi, belli rossi, tagliati a pezzettoni, e cotti con aglio olio e molto basilico per insaporirlo (trovate spesso pezzi di pomodoro e il suogo è molto saporito.. se ve lo fate così in casa ve ne accorgerete, è fatto proprio così), tra l’altro non costano neanche tanto, abbiamo speso meno di 30$ in due mangiando benissimo
- la pizza è buonissima ovunque
- se volete mangiare la pizza più buona di new york (e secondo me la pizza più buona che io abbia mai mangiato) andate Brooklyn, sotto il ponte, da Grimaldi’s (occhio alla coda.. dovrete fare la fila)
- sempre da Grimaldi’s, provate il cannolo siciliano: è superlativo
- le taglie in america vanno dalla S alla 5XL
- in america io sono considerata magrissima! ho quasi faticato a trovare i jeans della mia taglia!!! si che con la dieta ho perso un po’ di kili, ma secondo i loro jeans Levis io adesso ho la 38/40…
- per farti sentire più magra, si sono inventati una taglia a metà tra la small e la medium: la “petite”, ma c’è solo in alcuni negozi
- i vestiti, le scarpe, l’abbigliamento in genere non costa niente…
- i miei Levis 518 da donna costano 34$
- la nuova moda dei Levis da donna.. è bootcut leggermente a zampa.. evvai!!!!!!
- i Levis 501 da uomo costano 34$
- i Dockers (li ha presi Paolo) costano 40$
- una maglietta Calvin Kline da donna (di cotone) costa 9.99$
- ho comprato un paio di Onitsuka Tiger a 34$ (piu tasse)
- un paio di Nike Runner da donna 30$ (piu tasse)
- a New York ci sono talmente tanti negozi, i grandi magazzini sono talmente grandi… che non potresti mai visitarli tutti.. io non ci sono riuscita, e sinceramente mi sono sentita male entrando da Macy’s dal casino che c’era (chi mi conosce.. io che rinunico a un negozio nei saldi.. capirà cosa vuol dire)… è impossibile comprare sulla Fifth, molto meglio Soho, Noho e Greenwich (si fanno affari li, e i prezzi sono inferiori)
- consiglio di fare il City Pass: con 65$ avete i biglietti per l’Empire State Building, il Museo di Storia Natural, Il Guggenheim, il Metropolitan, il MoMA, e 2 ore di crociera della Circle Line
- i musei sono ENORMI… il Guggenheim a dire il vero no, è grande comparato a certi musei italiani, il MoMA è grandissimo, ma gli altri due (Storia naturale e Metropolitan soprattutto) sono spropositatamente grandi, non vi basta 1 giorno a testa per vederveli tutti… però andate a vederli perchè sono spettacolari, dai 20 ai 30$ di ingresso (per questo conviene fare il CityPass, anche per evitare la coda all’ingresso) ma tutti meritatissimi
- 10 minuti in elicottero in giro su Manhattan costano 80$ (facendo il voucher in hotel)
- la moda newyorkese.. non esiste… o meglio ci sono certe cose che si ripetono.. parlando di ragazze vedo che tutte hanno le borse di Vera Bradley, gli Uggs e i jeans.. ma non c’è una vera moda, la gente è vestita in tutti i modi.. la costante è il colore, perchè, soprattutto le felpe e le scarpe da ginnastica, sono iper coloratissime!
- gli Uggs: li ho provati, hanno senso solo là perchè si va a -10gradi e i piedi congelano (provato sulla mia pelle), se qualcuno a Genova o dintorni se li comprasse mai… prendetelo per il culo a vita, 150$ (minimo.. arrivano anche a 400$ e passa) per tenervi i piedi al caldo in delle scarpe abbastanza scomode (per camminare) dove il piede raggiunge 50gradi. Hanno senso solo nei luoghi molto freddi (tipo NY)
- gli americani sono gentilissimi, molto franchi e cordialissimi: se chiedi un’indicazione, si faranno in 4 per aiutarti, i commessi ti fanno duemila domande e ti dicono buongiorno, buona giornata, buon anno, buone feste, arrivederci, che bella l’italia, buona vacanza…
- la cheesecake più buona di New York si mangia da Lindy’s, dove hanno la Lindy’s original cheesecake: è un locale tipico e carino, di fronte all’ingresso del Madison Square Garden, sulla 32nd St. La vendono anche su internet e ve la consegnano a casa. Quella “original” è al limone, è molto soffice e fresca.. per me la migliore. Paolo ha preso quella al Brownie.. buonissima anche quella.
- un biglietto al cinema costa 11$
- il multisala (uno dei tanti vicino a Times Square) dove siamo stati aveva 28 sale, e la nostra sala era al quarto piano
- i posti al cinema non sono numerati: conviene entrare prima e prendere i posti migliori. molta gente per evitare di sedersi in prima fila, si sedeva sulle scale (tanto c’è un sacco di posto)
- le poltrone al cinema sono leggermente reclinabili e sono ultra-stra-comode
- prima del film (come in italia) fanno vedere un po’ di pubblicità e una serie infinita di trailer: ogni trailer è preceduto dalla scritta “il trailer è stato approvato dalle associazioni genitori ecc ecc.” e c’è un numero o bollino che indica il tipo di film, la quantità di violenza o scene, insomma indica per quale pubblico è consigliato
- nel Theater District c’è una quantità innumerevole di teatri, grandi e piccoli, e di musical. Alcuni, come “Mamma Mia” sono fissi
- entrare da Toys’r'us è un suicidio: a parte la quantità di bambini e genitori, le urla, il caos…. ma c’è una sezione di caramelle che è il paradiso (jelly belly), e ci sono troppi ma troppo giocoattoli… bellissimi… la sezione Barbie è gigantesca, e ci sono tantissimi Lego technics!!
- Central Park è stupendo: regala una vista magnifica, sembra di essere lontano dal coas, dai grattacieli, eppure alzi gli occhi e sono tutti li….
- a central park, ma in tutti i parchi (ce ne sono tantissimi, ma ovviamente piccoli) c’è pieno di scoiattoli, e non è raro riuscire a dargli da mangiare una ghianda o quale nocciolina (sono bellissimi e tenerissimi)
- non c’è niente di meglio che passeggiare nel freddo gelido di New York sorseggiando una hot chocolate di Starbucks
- tutte le bevande di Starbucks sono buonissime, pure il caffè
- Starbucks è ovunque (purtroppo anche i fast food sono ovunque)
- a parte Starbucks, non mi sembra di aver visto altri bar o cose simili … cmq i camioncini per strada vendono anche il caffè e la cioccolata calda
- le ciambelle di Dunkin Donut fanno schifo, sono esageratamente dolci
- le strade sono pulitissime (almeno quelle del centro): per ripulire Times Square dopo il Capodanno il comune ha sguinzagliato migliaia di operatori, spazzini, ecc e alle 6 del mattino tutto era pulito (l’hanno detto in Tv il mattino dopo): questo perchè i newyorkesi l’1 mattina sono andati a lavorare
- il festeggiamento del capodanno dei newyorkesi è abbastanza “composto”: non esultano eccessivamente, si limitano a fare il countdown, urlare per un po’, scambiarsi gli auguri, e poi cantare l’inno nazionale
- quelli che fanno casino a capodanno sono gli stranieri: soprattutto gli irlandesi, tutti ubriachi e spassosi!
- se volete vedere la Ball a Capodanno, andate sulla 7th Avenue: ce l’avrete di fronte
- se volete vedere la Ball da vicino, ovvero volete essere esattamente a Times square a Capodanno (Times square di per sè non è neanche una piazza, è un incrocio ed è abbastanza piccolo) dovrete andare a Times Square alle 9 del mattino, e rimanere li tutto il giorno, perchè appena viene un po’ di gente chiudono le strade (in maniera concentrica) e non può più entrare/uscire nessuno
- ovunque si vada, museo o edificio, si è soggetti a perquisizioni e metal detector: bisogna levarsi borse, cinture, scarpe, cappotti, far vedere il contenuto della borsa (cellulare, macchina fotografica ecc)
- le viste migliori: dal Top of The Rock si vede benissimo Central park, mentre dall’Empire State Building si vede benissimo la zona di Lower Manhattan. Se però volete una vista mozzafiato (e un’esperienza) con la Liberty helicopters potete farvi un giro in elicottero… girare attorno alla statua della Libertà, vedere dall’alto i grattacieli….
- Ground Zero è un po’ una delusione: è semplicemente un cantiere, c’è una targa commemorativa e una visita al memorial center, ma c’è una coda infiinita soprattutto di studenti. Molto meglio la Sant Paul’s Chapel, esattamente dietro a ground Zero, che è la chiesa dove pregava George Washington, ed è stata la chiesa dove si sono rifugiati alcuni sopravvissuti dall’attacco delle torri, nonchè la chiesa che ha ospitato per mesi i volontari e i vigili del fuoco che senza sosta liberavano i corpi dalle macerie. C’è una mostra con foto e ricordi all’interno della Chiesa, molto toccante.
- nella zona del porto di Lower Manhattan - Financial District ci sono tantissime case coloniali.. ce n’è una sulla punta, la James Watson House, che ha ancora la bandiera originale dei 13 stati!!
- Breaking News alla televisione #1: Britney Spears ricoverata
- Breaking News #2: i treni sono in ritardo di ben 20 minuti a causa dei binari ghiacciati nel confine col New Jersey: subito partono gli elicotteri che dall’alto seguono il viaggio del treno in ritardo
- Breaking News #3: i binari del Grand Central Terminal sono affollati a causa dei ritardi: immagini in diretta (notare: i binari erano semivuoti.. forse non sono mai stati in Italia)
- Breaking News #4: discorso di Obama (a quanto pare il nuovo presidente)
- alla Tv ogni giorno c’è almeno una partita di Football (quantomeno in questa stagione)
- nelle stazioni della metropolitana (servizio eccellente) si incontra gente di ogni tipo: sulla 34th c’è un predicatore che ha il posto fisso, e il banchettino, e vende santini su Jesus e la fine del mondo. Non è raro vedere dei gruppi di musicisti, bravissimi, che cantano e suonano (e vendono il loro cd)
- gli autobus sono bellissimi, e rispettano al secondo gli orari (sono appesi in ogni fermata)
- una corsa in bus o in metropolitana costa 2$: ma esiste la MetroCard, 24$ a settimana, con la quale hai corse illimitate sia in bus che in metro (non è tanto se immaginate la distanza che copre la metro)
- non si dice metro, ma subway ^^
- se volete ascoltare la messa gospel ad Harlem, alla Abyssinian Baptist Church (la più famosa) vi aspetta una coda interminabile: forse riuscirete solo alla messa delle 9 alla domenica, ma arrivate in largo anticipo. Se non riuscite li, andate nella strada accanto alla Zion Church, sulla 137th St, la chiesa più vecchia di tutta Manhattan e una delle più vecchie del paese, dove il coro è strabiliante, c’è un soprano con una voce che mi ha commosso, e il pastore è un pazzo fuioso, durante la predica si infervora e urla “jesus loves you” jesus loves you!”. Un momento bello della messa è stato il cosiddetto “segno di pace”, dove tutti ci si stringe la mano, e quelli di Ny e tutti i parrocchiani (tutti neri, vestiti elegantissimi stile anni 50, le donne coi cappellini graziosissimi) passano a salutare TUTTI, e a tutti dicono “thank you for coming” e non smettono di dire buon anno, grazie della visita, buone feste, e svariati auguri. Ovviamente ogni momento della messa, a parte la predica pazza, è accompagnato dal coro, con canti solenni, assoli, organo ecc.
- se andate da Tiffany & Co. (sulla Fifth Ave) si paga solo con carta di credito (ve la chiedono prima)
- la carta di credito si usa ovunque, per qualsiasi cosa, pure per un caffè
- ad ogni angolo ci sono gli ATM (le macchinette che danno soldi col bancomat).. e ci sono anche in quasi tutti i negozi!!
- e’ pieno di negozi di sport, i più grossi si chiamano Modells e vendono di tutto (e fanno dei saldi iperconvenienti)
- quasi ovunque riconoscerete negozi, locali, ristoranti, ambienti di qualche film ambientato a New York
- ho incontrato per strada Aldo Montano (e per la prima volta ho pensato.. porcavacca che gnocco.. sarà alto 2metri) con una ragazza affianco che sembrava una drag queen, era tutta truccata e rifattissima
- man mano che passavano i giorni, scoprivamo quanto siamo diversi di mentalità noi italiani e i newyorkesi
- qualsiasi negozio, attività, ha un sito internet (quindi si stupiscono se vai a chiedere informazioni e non hai visitato il loro sito)
- ovunque vai.. stanno costruendo dei nuovi grattacieli
- i taxi e gli shuttle guidano come pazzi
- i semafori durano ore: anche perchè gli attraversamenti sono enormi
- le strade hanno marciapiedi giganteschi: sono quasi sempre vuoti
- ad Harlem, nel Malcom X Blvd. c’è più marciapiede che strada
- ho visto alla Tv che vendono dei kit per le donne per farsi il Pap test da sole: praticamente funziona in maniera simile a un test di gravidanza, solo che ti controlla virus/batteri e ti dice anche se hai delle infezioni o che: non sono riuscita a trovarlo … mi pento perchè penso a quanto pagherò il test a breve..
- molte medicine costano pochissimo, per esempio gli antiinfluenzali e le aspirine
- quando vedi un prezzo, è sempre esentasse: praticamente ogni volta che acquisti il negozio espone il prezzo della roba, poi quando paghi devi aggiungere le tasse: sono basse sui prodotti alimentari, più alte su elettronica, vestiti ecc. Però variano da stato a stato, da merce a merce. In generale siamo sul 15-18%, credo che sia un po’ come la nostra IVA
- quando mangia in un locale o al ristorante, devi sempre lasciare la mancia: 15% se è il servizio è buono, 18% se è molto buono, 20% se è superlativo (c’è scritto su alcuni scontrini). La mancia va tutta al cameriere, e vi farà un nuovo scontrino (perchè così mostra al padrone che quello che hai aggiunto è suo). In alcuni casi abbiamo visto che il cameriere scriveva l’importo della mancia su un libricino. In alcuni casi, però, i camerieri che fanno il conto si aggiungono tasse (quelle sempre) e una mancia fissa del 18% da soli (fastidioso soprattutto se non hanno fatto poi un granchè).
- New York è bella di giorno, dove vedi i grattacieli nella loro “enormità”, ma di notte è veramente bella… guardarla dall’alto (per esempio dall’empire), quando tutto, vi giuro tutto è illuminato… è mozzafiato…
- il periodo di Natale deve essere senza’altro il migliore: non tanto per i saldi (eheheh anche quelli fanno il loro) quanto per gli addobbi e l’atmosfera natalizia e festosa che si respira, tutte le strade hanno gli oddobbi del natale (angioletti, stelle di natale, palle di neve ecc.) e quasi tutti i parchi hanno un albero di natale gigante illuminato
- l’albero di Natale del Rockfeller Center è spettacolare, tutto circondato di addobbi natalizi… però mi è piaciuto molto di più l’albero illuminato che si vede sotto l’arco di trionfo a Washington Square Park
- a Washington Sq. park c’è la statua di Garibaldi
- a Central Park e in altri due parchi (non ricordo quali) c’è la statua di Colombo
- a Central Park è pieno di statue a dire il vero
- è impossibile pattinare sul ghiaccio, sia a central park che al rockfeller center. la coda è interminabile, e comunque le piste sono piccole! Nei film sembrano molto più grandi!
- se pattinare sul ghiaccio è il vostro sogno, potete provare a Bryant park, vicino alla New York public Library
- da Battery park al tramonto si gode una vista delle isole e della statua della libertà… impagabile…
- dalla passeggiata lungo Brooklyn si gode una vista di Lower Manhattan… stupenda (ci vanno anche le coppie di sposini a fare le foto!)
- per una vista “alternativa” del ponte di Brooklyn, prendete la metropolitana, linea NQBD
- sempre se andate a Brooklyn (vi consiglio di vedere la zona almeno dei Brooklyn Heights) visitate la bellissima Montague St, coi suo i mille negozietti carini, le case basse e ben tenute (anche nelle vie traverse), un negozo di fumetti e manga enorme, un negozio di liquori che piacerà agli appassionati… e molto altro…
- la zona più chic (dove abita Sarah Jessica parker) è Greenwich e l’East Village.. dove potete tra l’altro comprare le borse di Marc Jacobs a 68$. Li le case sono basse, in mattoni rossi per lo più, l’entrata signorile, i portoni elegantissimi, i negozi piccoli e graziosi. Molto meglio del fasto eccessivo e della freddezza dell’Upper East Side
- il negozio delle Manolo Blahnik è dietro al MoMA, vicino alla 7th Ave: le scarpe sono quasi uniche, il prezzo più basso è 545$ (con lo sconto 400$, più tasse). E’ un buco di negozio.. vi giuro che se fossi ricca le avrei prese tutte…. soprattutto i sandali in pelle…. maledetta febbre da Sex and the City!!

Se dovessi scegliere…
… un quartiere: Soho o Greenwich
… un ristorante: Grimaldi’s
… un cibo per strada: pretzel caldo o bagel farcito del Deli
… una bevanda: hot chocolate di Starbuck’s
… un negozio: Victoria’s secret
… un edificio: l’Empire o il Flatiron Building
… una cosa dolce: le jelly belly
… una via: Montague St o Fifth Ave o Beecker St
… un parco che non sia Central Park: Battery Park
… un ponte: Manhattan Bridge (non è scontato, secondo me è molto molto bello, anche più del Brooklyn, se lo ristrutturassero sarebbe un fiore)
… una linea della metro: la mitica C
… un autobus: il mitico M10
… una macchina: la Chrysler super mega accessioriata che pubblicizzano in Tv, a 20.000$
… una pubblicità: quella dei Taco Bell “honey i need something crunchy, chewy, cheesy and melty”
… un museo: Metropolitan o MoMA (ma è dura, tutti e 4 meritavano)
… un quadro: gli Olivi di Van Gogh (forse meglio della Notte Stellata) e uno di Kandinski tutto colorato al Guggenheim
… un’ opera d’arte moderna: una “cosa” enorme di Pollock al MoMA
… un’ opera d’arte contemporanea: i Monochrome jokes di Richard Prince al Guggenheim
… un video: “salve, sono Robert Redford, e vi guiderò nel viaggio nello spazio…” inizia così il video al planetario del museo di storia e scienze naturali, nella sezione spazio allestita dalla Nasa (dove c’è anche il Mars Rover e una collezione di foto dello spazio, dei pianeti.. stupenda)
… una città: New York



Merry and Happy
Dicembre 25, 2007, 10:15 pm
Archiviato in: Amore, Life, Pensieri, Viaggi

Buon Natale e Buone Feste a tutti! Credo sarà l’ultimo post di quest’anno… e quale miglior modo di chiuderlo con un augurio. Bene, quest’anno Natale è stato all’insegna della tradizione familiare, le mie nonne ci sono ancora tutte e due; data la loro situazione, chissà come sarà il prossimo anno. Questa mattina sono andata a prendere mia nonna materna, l’ho lavata, pulita, vestita, e l’ho portata da noi. Una cosa triste da un lato, positiva dall’altro.. non so se vi è mai capitato di avere un nonno “vecchio” da curare… certo ci sta dietro mia mamma al 99.99%, ma come già era successo per mio nonno, alla fine mi fa “piacere” fare questo per lei, perchè curare i propri vecchi è un modo (per come la vedo io) di rispettare loro in quanto anziani, la loro vecchiaia, e di farli sentire curati in un’epoca in cui.. beh si avviano al declino e all’inevitabile. Pensando ai propri cari si pensa sempre che ci saranno sempre, si dice “il prossimo anno”, ma quando hai 86 anni non sai mai se ci sarai il prossimo anno… insomma, non vorremmo che morissero mai, ma purtroppo la vita è così. Scusate la tristezza di questi pensieri, ma il mio Natale è sempre contorniato da vecchi (quest’anno anche dalla vicina di casa vedova e anziana) e a tavola solitamente è un lungo discorrere di morti, vivi, malati, medicine, dottori.. e di tanti ricordi. Ad ogni modo… speriamo che sia così anche il prossimo anno (anche se avrei voglia di qualche presenza più giovane in casa, tipo un nipotino), per quest’anno sono felice che eravamo noi come al solito e le due nonne con i loro ciocchi di testa.

Sono felice perchè ci siamo sentiti coi miei parenti in Nuova Zelanda, ci hanno mandato una mail stamattina quando da loro Natale era ormai già finito.. che cosa buffa il tempo, no?? Prima o poi devo andare giù a trovare la mia trafila di cugini.. sono tantissimi e non li ho mai visti, solo in foto!

Che altro dire di queste feste… devo finire di organizzare le ultime cose per il viaggio, ho scoperto che non ho il bollo sul passaporto.. io pensavo che non fosse necessario rinnoverlo ogni anno (porcabeppa!) e invece si.. così il 27 mattina mi tocca pure andare a comprare il bollo. Ho preparato la checklist per la valigia… devo far stare tutto dentro 1 valigia, e nella valigia deve starci anche la seconda valigia di riserva (viste le spesuccie che mi attendono.. a New York sono iniziati i saldi). Ho preparato tutte le mappe possibili per Philadelphia, ci sono duemila cose da vedere, la Liberty Bell, la Dichiarazione d’Indipendenza, la casa di Betsy…. se avete giocato a Day of The Tentacle o avete visto il mistero dei templari (o come si chiama.. National treasure) molte cose potrebbero risultarvi familiari. Chissà se avremo tempo, considerando che dobbiamo arrivare al Lincoln Financial Field prima che inizi la partita Philadelphia Eagles - Buffalo Bills (guardatela con SopCast: se vede un cartello “ciao mamma” siamo noi, verremmo ripresi sicuramente). Non ho ancora pensato ai giri che faremo a New York.. visto che il primo giorno là sarà il 31, credo che andremo subito a Times Square al centro informazioni, e poi boh.. preparativi per il delirio notturno. I giorni dopo.. penso che gireremo, sulla guida Lonely Planet sono segnalati duemila giri alla scoperta di tutto, credo che a parte Central Park, il MoMa e il Metropolitan, la cosa migliore sarà girare e scoprirla piano piano. Una tappa assicurata sarà la messa alla abyssinian baptist church ad Harlem… mi sentirò un po’ credente anche io sentendo il coro che canta! Per il resto.. vedremo, dipenderà molto dal tempo… state certi che farò un report dopo il viaggio!

Propositi per il 2008: arrivare prima a lavoro (e uscire a un orario decente), riuscire a far ricerca bene, risolvere la situazione col mio tutor, perdere ancora 5 kili. E ovviamente, mi auguro di passare un anno all’insegna dell’amore ^^

Questo 2007 è stato l’anno del primo anno di dottorato, durante il quale ho conosciuto delle persone meravigliose, simpaticissime, persone da tutta italia e da tutto il mondo. E vorrei ringrazire queste persone per la loro amicizia, perchè molti di loro non sono solo “colleghi” dottorandi, ma molto di più.. e io mi ci sono affezionata. Voglio bene a tutti!!

Con questo chiudo il 2007 su questo blog… al prossimo anno!



Zena
Dicembre 20, 2007, 10:57 am
Archiviato in: Amore, Cultura, Life, Pensieri, Viaggi

Questa mi e’ arrivata via mail…Genova è… l’aperitivo al Monumento, con la faccia abbronzata e l’espressione rilassata, dopo una giornata passata in spiaggia, con le infradito e i pantaloni di tela, una birra in mano con il sole che accarezza lo specchio di mare di Garibaldi davanti a noi e che poi lentamente scompare dietro i monti.
Alla fine incontri sempre qualcuno che conosci, anche quando proprio non vorresti vedere nessuno. A volte è persino quasi impossibile riuscire a raggiungere il bar ed altre volte invece aspetti che si faccia sera, seduto sul muretto sempre, settimana dopo settimana, nello stesso posto.
Genova è… noi abitudinari, con i nostri punti fermi, un po’ chiusi, un po’ introversi, un po’ diffidenti…
Non ci apriamo subito con chi non conosciamo, guardiamo a volte con sospetto chi arriva in mezzo a noi e non perché temiamo qualcosa ma forse perché amiamo le nostre certezze e tutto ciò che non conosciamo, almeno un po’, almeno all’inizio, ci intimidisce.
E rispettiamo gli spazi degli altri, non amiamo entrare a forza…
Genova è… il vittimismo, abbiamo sempre la certezza di essere in credito con la sorte, di aver subito un torto, di aver ottenuto meno di quanto pensiamo di meritare.
Genova è… noi con gli scooter, sempre, con qualunque tempo… quando piove, nelle nostre cerate gialle, impavidi tra gli spruzzi sollevati dagli autobus e le luci delle macchine in coda.
Ci infiliamo negli spazi, nelle piccole strettoie degli ingorghi ed arriviamo sempre là davanti, per primi al semaforo.
Vento, traffico, sole o pioggia, sappiamo che in un quarto d’ora arriveremo…
Non sempre rispettiamo le regole della strada, ma in fondo esiste un codice non scritto per quelli in moto, è concesso andare nelle corsie preferenziali degli autobus, superare a destra, posteggiare tra gli alberi e le macchine.
E quando siamo in scooter odiamo quelli in macchina che creano solo casino…
Genova è…la città che quando piove si paralizza… le macchine in seconda ed in terza fila delle mamme e dei papà davanti alle scuole, gli ingorghi del venerdì alle sei senza poi alcun reale motivo.
Le strade strette e ripide in cui guidiamo con disinvoltura, ci incrociamo a pochi millimetri con altre macchine senza il timore di toccarci e spesso senza neppure rallentare, come se ormai il nostro occhio fosse il più preciso degli ingegneri.
Con la patente presa qui possiamo non avere timore di guidare in nessun altro posto.
Noi che quando siamo in macchina odiamo quelli in scooter che si prendono precedenze che non hanno e si infilano in spazi troppo stretti per non essere guardati con sospetto…
Genova è… la focaccia calda, profumata, mangiata alle 4 del mattino dopo una notte fuori, oppure all’intervallo a scuola o sugli scogli quando la scuola decidi invece di saltarla… a casa a colazione il sabato mattina nel caffè -latte, o quella con la cipolla a pranzo, magari in spiaggia d’estate e solo i milanesi dicono sia pesante…
Genova è… la passeggiata di Nervi, bella, bellissima… le sue ringhiere azzurre, le panchine e le onde sugli scogli, incontri gente che corre, famiglie con il passeggino, fidanzati mano nella mano ed anziani che leggono il giornale, senegalesi che vendono originalissime imitazioni di borse ed occhiali firmati.
Puoi vedere tutta la costa ed in quegli scogli là sotto, il mare, è particolarmente blu.
Un angolo di paradiso che ci rilassa, ci rasserena, magari anche un venerdì sera in cui non si è fatto niente ed in cui ci si ritrova con gli amici a parlare, su una di quelle panchine…
E poi il roseto, che ci rende orgogliosi agli occhi di chi viene da fuori come se, almeno in parte, l’avessimo creato anche noi.
Genova è… Piazza delle Erbe ed i Carruggi, che non sono piccoli, stretti ed umidi, ma vivi, che hanno la storia della città tra le pietre, che portano il profumo delle antiche trattorie e del pesto fresco, che ci regalano un po’ di respiro nelle calde serate estive e che ci riparano dal vento in inverno.
Luogo non stabilito di ritrovo di tutti.
Genova è… bellissima anche d’inverno, quando le immagini in televisione mostrano la nebbia e la neve e noi ci affacciamo alla finestra e con il termometro a 8 gradi pensiamo -”Freddo stamattina!”- ed un sole soltanto un po’ più pallido di quello primaverile ci fa ritrovare in spiaggia, con il maglione e la crema solare…
Genova è… la Corsica vista nelle giornate più limpide…
Genova è… la Lanterna, insignificante agli occhi distratti dello straniero, splendida ed imponente ai nostri, che sempre la cercano guardando il porto.
Genova è… la sopraelevata, antiestetica per alcuni, scomoda e da tirare giù per altri… ma quando torniamo dopo giorni passati fuori, lei è lì ad accoglierci, come se ci stendesse il suo tappeto e ci introducesse di nuovo nella nostra vita ed è come se ci parlasse, mostrandoci i traghetti della Tirrenia, le navi della Costa, l’Expo ed il Bigo e dall’altra parte, quasi un altro angolo di mondo, i palazzi sulle alture, Principe, il Miramare, Sottoripa, via Gramsci e via Prè…
Genova è… un derby perenne, nelle parole, nei bar, nei campetti e nell’orgoglio di mostrare i propri colori, le sciarpe di lana d’inverno, le magliette d’estate, gli adesivi sui caschi ed una volta i bollini sulle targhe.
Il nervoso, la rabbia tra “cugini”, la gioia per le loro sconfitte e poi, i migliori amici, che sono sempre di fedi opposte…
Genova è… un’emozione quelle rare volte in cui cade la neve… il Monte Fasce che non sembra più nemmeno lui, le spiagge degli stabilimenti di Corso Italia imbiancate ed i bambini e forse ancor di più gli adulti che giocano come fossero in montagna…
Genova è… Bogliasco, Pieve e Sori… dove si conoscono tutti e puoi ancora trovare il piccolo Alimentari ed il Droghiere…
Genova è… il piacere delle trattorie, i tavoli di legno e le brocche di vino della casa, Traso e Sussisa, le trofie al pesto ed i pansoti al sugo di noce, i menù su semplici fogli di carta e la soddisfazione sul viso quando esci…
Genova è… le focaccette al formaggio in passeggiata a Recco, quella focaccia che tutta l’Italia ha provato ad imitare…
Genova è… i sabati pomeriggio in Via XX, i ragazzi tirati che fanno le vasche… Galleria Mazzini e via XV Aprile con i loro negozi un po’ più snob e quelli invece più a portata di tutti di Via San Luca, Piazza Soziglia e Piazza Banchi…
Genova è… la Cattedrale di San Lorenzo e quella bomba caduta inesplosa nella Seconda Guerra che ancora puoi ammirare e toccare con superstizione e timore all’interno…
Genova è… i sensi delle strade cambiati ogni sei mesi, le buche nell’asfalto coperte solo dopo che è caduto qualcuno, i perenni lavori e le pezze messe a coprire ancora più pericolose dei buchi.
Genova è… la Madonna della Guardia, a cui tutti, almeno una volta, abbiamo giurato di andare a piedi se quella certa cosa…
Genova è… il Righi di sera, dentro la macchina a cercare un po’ di intimità…
Genova è… troppo stretta per le nostre ambizioni, troppo antica, siamo contenti di poter andare via appena possibile ma già al di là dei Giovi ci sentiamo smarriti, come se ci avessero tolto di notte, all’improvviso, la nostra calda e sicura coperta, ci manca il mare, ci manca la sua riservatezza e non vediamo l’ora di poter tornare.
Genova è… il dialetto che ormai in pochissimi parlano… ma che quasi tutti capiscono.
Genova è… l’Aurelia con il sole in faccia, i riflessi del mare, le barche a vela, gli alberi fioriti e la serenità negli occhi.
Genova è… non è vero che siamo tirchi e non sopportiamo quando la gente ci identifica con questo luogo comune…a volte, siamo solo un po’ più oculati nelle spese…
Genova è… il Cristo degli abissi e le gite in barca, Portofino e Camogli, ancora più belle se viste dal largo.
Genova è… la città di Colombo e non importa se di qui se ne è andato e molti lo considerano più spagnolo… noi abbiamo la sua casa e che non si dica che non è autentica!
Genova è… la pausa pranzo fatta al mare, con il costume sotto la giacca e la cravatta.
Genova è… la fiera di Sant’Agata, i banchetti di Brignole a Natale, i fuochi di San Giovanni il 24 giugno e quelli di Recco…
Genova è… i suoi fortini, le passeggiate sui monti, le sagre dell’entroterra, le fave ed il salame di Sant’Olcese.
Genova è… il mare visto dalla mia finestra…

Cos’e’ per voi che ci vivete, o per voi che siete di passaggio?



Diaphonia
Novembre 2, 2007, 3:34 pm
Archiviato in: Amore, Me, Pensieri, Viaggi

Avete presente quei periodi autunnali, quando il tempo cambia lentamente, l’aria diventa fredda, cambia l’ora, e il cambiamento si riflette nella vostra quotidianità, nel vostro riflesso interiore? Periodo di cambiamenti. Muta autunnale. Sara’ l’inverno che si avvicina, sara’ l’avvicinarsi anche della consegna del report di fine anno (dovuto ad ogni anno di dottorato), sara’ il periodo di ansie, consegne, deadline, il lavoro che sta assumendo una sua corposita’ e la quantita’ di cose che vorrei fare, leggere, implementare, testare. Sara’ che nel contempo mi manca avere un mio spazio, essere indipendente e soprattutto mi manca non aver mai occasione di dormire col mio ragazzo, avere uno spazio intimo, un po’ di ritiro spirituale e affettivo. Sara’ che mi sembra che di colpo tutte le cose mi si siano accavallate e adesso sono piena di cose da fare. Sara’ che all’entusiasmo si mischia la paura di non farcela, di non riuscire a portare tutto a compimento come vorrei. Sara’ l’imminente trasloco. Sara’ tutto questo… So far tutto o forse niente.

La mia ansia e’ stata moltiplicata dalla visione del primo film di Lynch, Eraserhead (La mente che cancella).

Ho scoperto una nuova serie, Gossip Girl, dove la bionda protagonista si chiama Serena, e abita a New York, nell’Upper East Side. Nella sigla si vede Central Park dall’alto, i grattacieli… spero che facciano delle puntate invernali cosi’ mi faccio un’idea di NY sotto la neve ^^

Genova e’ tappezzata di manifesti e pubblicita’ su New York. Una grafica un po’ particolare, giocosa quasi, direttamente dal sito nycvisit.com. Non questiono su shopping e divertimento, ma sul cibo ho delle grosse riserve. A parte i locali si sushi (che ho selezionato sulla guida della LonelyPlanet) non so dove finiremo a mangiare.

Non vedo l’ora di essere la’.. non vedo l’ora che sia il 29 dicembre, non vedo l’ora di resettare, allontanarmi da Genova, dalle feste, dal novembre incasinatissimo, da un dicembre che prevedo ansiogeno. Non vedo l’ora di chiudere l’anno lontana di qui, di lasciarmi dietro l’ansia, i progetti, i pensieri, la paura di non farcela, e di starmene sola col mio amore lontano da tutto e da tutti. Ho proprio bisogno di staccare.



Io e te a Central Park
Ottobre 8, 2007, 11:09 am
Archiviato in: Amore, Me, Pensieri, Viaggi | Tag: , , ,

… io e te per mano, tra gli alberi, sulla neve, sul lago ghiacciato. Chissa’ se da camera nostra si riesce a vedere Central Park all’alba…

Piccolo sogno di stanotte. E’ vero che quando sei innamorata, vedi tutto rosa e guardi al futuro. E’ vero che questa vacanza era in programma da anni (ben 3). Piccoli litigi, il piacere di fare pace. Un turbine, sono innamorata, piu’ che mai. Sono felice, spero sia sempre cosi’, questa sensazione di essere in costante e trepida attesa della partenza, per una meta che sogni da sempre. Ma il bello e’ andarci insieme..